L’equilibrio sia servito
Eccoci arrivati in prossimità delle feste natalizie, periodo che, se per certi versi rappresenta un momento di gioia, condivisione e calore umano, d’altro canto porta con sé una buona dose di stress.
In questo periodo la sovrabbondanza di cibo è per tutti un problema, un nemico temibile con il quale lottare, consapevoli che avrà la meglio.
Proprio in quest’ottica bisognerebbe rivedere il nostro rapporto con il pasto, considerare il cibo come bisogno fisiologico. Nella normalità se ho sete bevo e non mi pongo tante domande del tipo: ho bevuto prima, quanto ho bevuto e perché? Con il cibo questo avviene raramente, ripongo su questo stimolo fisiologico una serie di giudizi che in realtà do a me stesso. Nel momento in cui aggancio la parte emotiva (posso non posso) entro nel giudizio e nel senso di colpa.
Il problema è proprio questo, non riusciamo ad ascoltare un bisogno al netto dei pregiudizi, l’alimentazione dovrebbe essere libera dai nostri giudizi, ma non dalle emozioni. L’aspetto nutrizionale e psicologico devono integrarsi, cercando di correggere tutte le informazioni distorte da altri fattori. Parliamo dunque di un problema di equilibrio, ma dobbiamo comprendere che quest’ultimo è un gioco continuo di forze e di questo noi dobbiamo essere consapevoli, poiché Il modo di mangiare dice di noi e di come ci relazioniamo con noi stessi e con gli altri.
Nel momento in cui utilizziamo il cibo per regolare le nostre emozioni entriamo, o meglio creiamo dipendenza. In questo processo la società non ci aiuta, ci spinge ad obiettivi non realistici, non nostri.
Le informazioni che arrivano sono deviate da modelli che ci fanno mettere in discussione la nostra immagine corporea, che non è altro che l’insieme percepito di emozioni, l’idea che abbiamo di noi stessi, ma che spesso non corrisponde alla realtà ed è proprio qui che si crea una dispercezione.
La società dice che magro è bello, sovrappeso no ed è in questa convinzione che entra in atto il gioco comunicativo, Il corpo non fa altro che rimandare a noi e agli altri quanto siamo bravi, divenendo così uno strumento. Il tutto si riduce dunque ad una rincorsa verso un modello che non arriva mai, da qui mettiamo in atto forme di restrizione, aumentando il controllo, mi sento più capace perché controllo il mio corpo. In realtà in questo gioco di equilibri disfunzionali aumento l’ossessione verso cibo e peso. Più nego e più aumenta la voglia di quel cibo, questo controllo esasperato rischia di sfinirmi e così torno alle grandi abbuffate. Un continuum devastante che ci impedisce di avere un rapporto sereno col cibo e con noi stessi.
L’immagine del proprio corpo è indipendente dal fattore peso, noi dobbiamo sentirci a nostro agio col nostro corpo e il raggiungimento di obiettivi irreali è troppo faticoso così come il loro mantenimento.
Dovremmo cercare di essere più consapevoli di tutto ciò che caratterizza la nostra immagine corporea, non trascurando informazioni fondamentali come il fatto che in tutto ciò entra da protagonista il fattore genetico, se la nostra storia familiare dice che le nostre mamme sorelle e zie hanno un determinato tipo di corpo è facile che questo riguardi anche noi. Nel tempo inoltre cambiamo noi, cambiano i nostri bisogni e la nostra l’alimentazione. Non posso pensare di mangiare le stesse cose di quando avevo 20 anni e che il corpo reagisca nella medesima maniera. Dovremmo vedere il cibo come convivialità e non come strumento per raggiungere la perfezione corporea, ci deve dare piacere e nutrimento, senza per questo sentirci in dovere di negarlo, poiché solo nella consapevolezza sentiremo quella sensazione di pienezza che ci porterà ad un equilibrio e ad un giusto rapporto con esso. Smettiamo dunque di giudicarci e perdoniamoci se in prossimità delle feste decideremo consapevolmente di mangiare un po’ di più.Persona
Il rapporto con il cibo
- A. Papi, TANTO DOMANI NON MANGIO: Mi abbuffavo poi ho smesso, 2019
- A. Piccinni, Drogati di cibo. Quando mangiare crea dipendenza, Giunti Editore, 2012
- S. Rossi, A. Bardi (Illustratore), La mente dietro la fame. Impariamo a gestire le emozioni e a vivere più serenamente il rapporto con il cibo, Toscana Book, 2019
- D. L. Safer, S. Adler, & 1 altro, L'alimentazione emotiva. La soluzione DBT per rompere il cerchio delle abbuffate, Cortina Raffaello, 2019