Dislessia e genialita’
| Antonio Finocchiaro | 2023
I miei figli liceali scherzavano sul fatto che per studiare la fisica non fosse necessario essere intelligenti tant’è che Einstein era dislessico. E’ fuor di dubbio che lo studio della matematica e della fisica sembra essere sempre più ostico e questo non è certo un buon segno per le capacità logiche delle future generazioni. Questa “antipatia” e l’idea sbagliata che ci sia una correlazione tra i DSA, di cui la dislessia fa parte, e un deficit di intelligenza, mi ha fatto riflettere sulla poca conoscenza di questi disturbi. Alla domanda come avessero saputo dei problemi di Einstein i ragazzi mi hanno risposto che “era scritto sul cellulare”, hanno preso lo smartphone e hanno letto una frase di un articolo che sembrava confermare quanto asserivano. “L’ho letto su internet” ha ormai soppiantato “l’hanno detto in TV” a dimostrazione di quanto la rete sia in grado di rendere veritiera qualsiasi informazione senza alcuna necessità di riscontro sull’attendibilità della fonte. Incuriosito ho preso il mio smartphone e ho fatto una ricerca su quanto fosse disponibile nella rete sull’argomento. Di seguito alcune frasi che ho trovato: …. la sua biografia ci racconta di un percorso di apprendimento travagliato tanto che molti (chi?) ritengono che Einstein sia stato dislessico (diagnosticare una dislessia solo sulla base di un percorso di apprendimento travagliato mi sembra alquanto azzardato). Ho poi trovato lunghi elenchi di personaggi famosi storici e contemporanei che sarebbero stati dislessici per cui si potrebbe affermare che la genialità sia prerogativa di chi soffre di questi disturbi. Nell’elenco: Mozart e Beethoven, John Lennon, Tom Cruise, Magic Johnson, Picasso e Van Gogh, perfino Leonardo da Vinci, quest’ultimo oltre a scrivere a specchio sembra facesse errori di ortografia. In un articolo si ipotizzava che Einstein non fosse dislessico ma soffrisse della Sindrome di Asperger o di qualcos’altro forse nel tentativo di renderlo più ”umano”. Ho letto descrizioni di sintomi confuse e a volte contraddittorie ben sapendo che una diagnosi non può fare a meno del colloquio clinico e della somministrazione di appositi test. Un aspetto sicuramente positivo è quello di cercare di mantenere l’attenzione su questi disturbi la cui negazione può essere davvero nociva per lo sviluppo del bambino. Negli ultimi anni si tende a considerare la dislessia, la discalculia, la disgrafia e la disortografia, una diversa modalità del funzionamento neuro-psicologico più che una patologia, permane, però, l’aspetto “disfunzionale” dovuto anche alla poca conoscenza approfondita di questa condizione nei contesti sociali e anche negli ambienti scolastici. A tale proposito consiglio, per coloro che non lo avessero ancora visto, un bellissimo “Stelle sulla terra” un film del 2007 del regista indiano Aamir Khan che racconta la storia di Ishaan considerato un “asino idiota” dai suoi insegnanti e anche dai suoi genitori finché il suo professore d’arte Nikumbh si prenderà cura di lui … In conclusione segnalo un commento agli articoli sulla ipotizzata dislessia di Einstein che ho trovato particolarmente centrato: “Vorrei essere dislessico come lui”
MACRO AREA TEMATICA
Persona
Persona
FOCUS
Psicologia Clinica
Psicologia Clinica
BIBLIOGRAFIA
R. Grenci, D. Zanoni, Storie straordinarie di dislessia, Ed. Erickson; R.D. Davis, Il dono della dislessia, Armando Editore
R. Grenci, D. Zanoni, Storie straordinarie di dislessia, Ed. Erickson; R.D. Davis, Il dono della dislessia, Armando Editore