Mostra Vasilij Kandinskij a Palazzo Bonaparte: il ritorno a Roma
Dopo 25 anni Vasilij Kandinskij (1866 - 1944) torna protagonista a Roma con una esposizione presso Palazzo Bonaparte. Padre dell’astrattismo e protagonista di una rivoluzione che ha cambiato per sempre il modo di vedere e sentire l’arte, la mostra racconta l’evoluzione artistica e spirituale dell'artista, seguendo il suo percorso dalle prime sperimentazioni figurative fino alla conquista di un linguaggio astratto, capace di dare forma all’invisibile e voce alle emozioni più profonde.
Kandinsky non è soltanto una figura chiave del Novecento: è un artista che continua a dialogare con il presente. Le sue ricerche sul colore, sulla forma e sulla spiritualità, risuonano nel mondo contemporaneo, nell’ambito del design, dell’architettura e delle arti digitali.
Prima di conoscere le opere di questo grande artista, vi lascio alcune curiosità sulla sua vita.
1. Kandinskij nasce nel 1866 e si interessa all'arte sin da bambino. Durante un viaggio a Venezia resta affascinato dalle luci che illuminano la città e dai riflessi che si generano nell’acqua.
Il padre lo avviò agli studi di giurisprudenza e dopo la laurea, nel 1896, gli viene offerto un posto di docente all’Università di Dorpat in Estonia. La passione per l’arte era più forte e decise di rifiutare per trasferirsi a Monaco e iniziare a studiare arte.
2. Dopo gli studi in Legge a Mosca, si dedica alla pittura e quando si trasferisce a Monaco entra in contatto con le avanguardie artistiche: nel 1901 fonda l’associazione “Phalanx” e le sue opere in quel periodo raccontano atmosfere fiabesche, che spesso si rifanno al folklore russo.
Dopo un periodo di peregrinazioni tra l’Europa centro-occidentale e la Russia, nel 1908 si stabilisce in Baviera. I suoi dipinti in questa fase si caratterizzano per grandi zone di colore brillanti. Il modello musicale è fondamentale nel passaggio dalla figurazione all’astrattismo; Kandinsky studia con Franz von Stuck all’Accademia di Monaco e fonda il movimento artistico “Die Blaue Reiter” (Il Cavaliere Azzurro) le cui mostre hanno tra i partecipanti, Pablo Picasso, Paul Klee, André Derain..
3. Le opere pittoriche di Kandinsky sono conservate nei più importanti musei del mondo come: nella Galleria Civica nel Lenbachhaus di Monaco, a San Pietroburgo, al Guggenheim di New York..
Tuttavia Kandinsky ha scritto anche delle opere letterarie molto importanti e in cui espone le teorie sul colore. Fondamentali sono: Lo spirituale nell’arte (1912) e Punto, linea, superficie: Contributo all’analisi degli elementi pittorici (1926).
4. C’è un periodo nella vita di Kandinskij in cui la sua creatività lo porta verso l’astrattismo. Il colore si libera dal disegno, dalla linea, e perde ogni funzione rappresentativa: è un mezzo che serve a suscitare sensazioni, a esprimere l’animo dell’artista e le sue percezioni.
In Russia, dal 1914 al 1921, la sua riflessione su forma, colore e spazio evolve verso un rigore geometrico dopo l’ingresso come docente, nel 1922, al Bauhaus, la scuola di architettura, arte e design attiva a Weimar, poi a Dessau e Berlino, tra il 1919 e il 1933. In questi anni la sua pittura ha conosciuto una progressiva tendenza alla geometrizzazione.
5. Nel 1933, con l’ascesa del nazismo, Kandinsky si trasferisce in Francia dove conferma la svolta verso l’astrazione geometrica. Le sue opere vengono tolte dai musei e svendute a collezionisti stranieri perchè considerate “arte degenerata” dai nazisti e viene accusato di essere troppo vicino alle idee politiche russe.
Fino all’ultimo, nonostante la malattia, l'artista non è abbandonato da una felice vena creativa. Kandinskij vive a Parigi gli ultimi dieci anni della sua vita. Muore nella residenza di Neuilly-sur-Seine il 13 dicembre 1944.
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