Il Cooperative Learning e le competenze di cittadinanza
Le raccomandazioni del Parlamento Europeo e Italiano in merito all’apprendimento permanente fanno leva su delle competenze chiave che sono quelle che consentono a ogni individuo la realizzazione e lo sviluppo personali, l’inclusione sociale, l’occupabilità, uno stile di vita sostenibile basato sul modello della cittadinanza attiva.
Buona parte degli insegnanti ormai hanno quasi del tutto abbandonato modelli di insegnamento trasmissivi che impongono esclusivamente la pianificazione di lezioni, compiti, esercitazioni e interrogazioni fino all’esaurimento del programma, pratica questa che, se da una parte fà sentire di aver compiuto presto e bene il proprio dovere, dall’altra è sicuramente carente in ciò che più serve ai ragazzi.
Tra gli insegnanti, infatti, è in crescita la tendenza a coinvolgere in modo attivo gli studenti, responsabilizzando il loro processo di apprendimento, mettendoli in condizione di approcciarsi a concetti, abilità e competenze che consentano loro di acquisire una preparazione adeguata per affrontare responsabilità successive, di vita.
Queste modalità, che vanno sotto il nome di insegnamento attivo, hanno ormai ampiamente dimostrato di portare benefici e vantaggi diversi e duraturi nel tempo, in termini di apprendimento, di rapporti sociali, di motivazione, di coinvolgimento e di preparazione nelle discipline specifiche. Il cooperative learning, l’apprendimento cooperativo, continua a essere una proposta assolutamente in linea con le esigenze attuali e una risposta efficace alla domanda, che la scuola sempre più oggi pone, di metodologie che incarnino delle possibilità di elevato valore.
Quando si parla di cooperative learning ci si riferisce, prima ancora che a uno specifico metodo di insegnamento/apprendimento, a un vasto movimento educativo che, pur partendo da prospettive teoriche diverse, applica particolari tecniche di cooperazione nell’apprendimento in classe.
Il cooperative learning come metodologia di insegnamento/apprendimento consente agli studenti di ottenere risultati scolastici più elevati, livelli maggiori di autostima e sviluppo di competenze sociali importanti per la vita. Attraverso la cooperazione, gli studenti sperimentano la responsabilità individuale, l’impegno comune che li lega ai propri compagni e imparano a stare insieme, a sostenersi e a rispettarsi reciprocamente. Trovano così nel gruppo dei pari una reale risorsa, una impalcatura di protezione che li sorregge quando sentono di non farcela e gli strumenti per ridurre il livello di ansia, mentre riscoprono il valore e la bellezza di essere disponibili e aperti verso gli altri. Il gruppo classe diventa quindi il luogo in cui si apprendono competenze spendibili anche in altri contesti: l’interdipendenza positiva, la capacità di comunicazione, di leadership, di gestione e risoluzione dei conflitti, decisionale e di problem solving.
Dimostrare l’efficacia del cooperative learning solo in riferimento all’apprendimento di conoscenze disciplinari non consente di comprendere appieno la sua portata. È evidente che questo aspetto, pur non trascurabile, non deve fuorviare nel concepire questo metodo come educativo e non solo didattico. L’attività didattica del docente è chiamata a confrontarsi con valori personali e sociali e con tutte le possibilità a disposizione per preparare lo studente a un inserimento efficace nella società come cittadino. Ecco perché il metodo, con le sue potenzialità educative, deve necessariamente incontrare le richieste personali e del contesto sociale in cui i giovani vivono e operano.Infanzia e adolescenza
Cooperative Learning
- Cardozo M.A. e Comoglio M., Insegnare e apprendere in gruppo, Istituto di Didattica UPS Roma, 1993
- Comoglio M., Educare Insegnando. Apprendere ed applicare il Cooperative Learning, LAS Roma, 2004