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PERSONA: Nuove prospettive per la salute

| Rossella Mattea Quinto | 2021

Bisogna tessere una tela di dolore prima che emerga l'immagine di un sorriso”, scrutando in quel sorriso il perché, il senso della propria condizione. La ricerca di significato ha costituito un importante aspetto della valutazione scientifica più recente. Diversi studiosi, infatti, con lo scopo di suggerire modelli di intervento che potessero contribuire allo sviluppo di strategie di coping adattive per le situazioni stabilmente critiche, hanno approfondito tale dimensione psicologica creando nuovi scenari di ricerca e intervento anche per la clinica medica.

All’interno di tale approccio si delinea il concetto di stress esistenziale (Kissane, 2012), definito come uno stato di attivazione dovuto all’adattamento, da parte del paziente, a una prospettiva di peggioramento della propria salute e ad uno stato di malessere, impotenza e non accettazione delle proprie condizioni fisiche compromesse. Lo stress esistenziale, che va a sommarsi ad altri stressors legati all’andamento della patologia ed alle conseguenze biologiche del trattamento medico, ha costituito per i ricercatori un importante campo d’indagine, all’interno del quale risulta fondamentale la valutazione della capacità del soggetto di dare un senso alla propria esperienza di malattia. La costruzione di significato, infatti, è divenuta una delle variabili più importanti per la promozione del benessere psicologico per gli individui affetti da malattie croniche (Delle Fave e Bassi, 2017).

A partire dallo studio di soggetti affetti da neoplasie in stadio avanzato, si è delineato un modello di coping centrato sul significato con il quale sottolineare il bisogno dell’individuo di attribuire un senso alla malattia e alle sue conseguenze che sia coerente con i propri valori personali. Pur avendo speranze di vita piuttosto limitate, l’attribuzione di significato alla propria condizione costituisce per i pazienti con patologie croniche e ingravescenti un presupposto fondamentale per aumentare benessere e motivazione (Park e Folkman, 1997). Applicando strategie di coping centrate sul significato, ciascuno può, infatti, andare oltre il semplice riequilibrio emozionale, conquistando una nuova prospettiva per la propria vita presente e futura, in termini di priorità, aspettative e obiettivi.

In risposta alle avversità, le persone tendono spesso a porsi domande riguardanti il senso e il perché delle proprie sofferenze. Le modalità attraverso le quali un individuo riesce a trovare il significato, anche laddove sembrerebbe non ci sia, hanno rappresentato la base di molte religioni, tra le quali il buddismo e il cristianesimo. In ambito psicologico, diversi autori hanno suggerito che la costruzione del significato in merito a situazioni avverse influenza inevitabilmente il modo in cui gli individui rispondono e reagiscono alle stesse (Antonovsky, 1979). Una diagnosi infausta in generale, e di cancro in particolare, può essere l’inizio per molte persone di un percorso caratterizzato da forte instabilità emotiva. Infatti, il processo terapeutico e di riabilitazione può comportare disagi fisici (ad esempio, stanchezza, dolore, nausea, disturbi del sonno) e cambiamenti a livello psicologico e spirituale che richiedono una profonda revisione degli schemi di riferimento, dei valori e delle priorità delle persone. Coloro che riescono con successo a integrare le loro sofferenze in una più positiva prospettiva di vita spesso trovano un sostanziale e duraturo cambiamento nel loro modo di valutare le cose del mondo. Alcune ricerche hanno suggerito che i pazienti in grado di valutare lo scopo e il senso del proprio dolore sono anche capaci di avvertirne meno gli effetti e le conseguenze. Gli studi, inoltre, suggeriscono che l’alleviamento del sintomo negativo e infausto non è l’unica conseguenza (Vickberg et al., 2001). Una crescente percentuale di pazienti sopravvissuta al cancro, ad esempio, ha dimostrato una sostanziale crescita post-traumatica, in termini di migliorata valutazione dell’esistenza, arricchimento delle proprie risorse di significato e un maggior senso di gratitudine.

Questi studi suggeriscono la necessità di focalizzarsi sulla creazione dei significati nell’ambito della ricerca sulle malattie croniche, al fine di ottenere risultati significativi per il miglioramento della qualità della vita e del benessere bio-psico-sociale dell’intera persona.
MACRO AREA TEMATICA
Persona: Nuove prospettive per la salute
BIBLIOGRAFIA
  • Antonovsky, A. (1979). Health, Stress and Coping. San Francisco: Jossey-Bass.
  • Delle Fave, A. & Bassi, M. (2017). Psicologia e salute. Esperienze e risorse dei protagonisti della cura. Torino, Utet.
  • Kissane, D. W. (2012). The relief of existential suffering. Archives of Internal Medicine, 172, 1501–1505.
  • Park, C., & Folkman, S. (1997). Meaning in the context of stress and coping. Review of General Psychology, 1, 115-144.
  • Vickberg, S. M. J., Duhamel, K. N., Smith, M. Y., Manne, S. L., Winkel, G., Papadopoulus, E. B., & Redd, W. H. (2001). Global meaning and psychological adjustment among survivors of bone marrow transplant. Psycho-Oncology, 10, 29–39.