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Apprendere con il corpo e con la mente

| Paola Matricardi | 2021
Quando Einstein affermò che “l’apprendimento è esperienza, ogni altra cosa è solo informazione” voleva mettere in evidenza come esista una netta differenza tra apprendimento puramente nozionistico, basato sulla fissazione mnemonica di fatti e concetti, e un apprendimento di natura esperienziale, particolarmente centrato su un ruolo attivo e partecipativo del soggetto, coinvolto nella sua interezza nel processo conoscitivo. Il completo superamento del dualismo mente-corpo è stato raggiunto solo nel 1900, secolo che ha visto il proliferare di numerosi filoni di ricerca e correnti di pensiero che hanno focalizzato la loro attenzione sull’individuo nella sua globalità e complessità. La ricerca poi ha avvalorato questa prospettiva ponendo al centro una nuova concezione di cervello come composto da numerose reti neurali, distribuite e collocate in stretta connessione tra loro; ognuna è alla base di una funzione specifica, ma allo stesso tempo è strettamente interdipendente con le altre. Nasce quindi l’Enactism, una corrente basata sul rifiuto del dualismo e che afferma che “la mente umana è incorporata nell’intero organismo ed è situata nel mondo e quindi non può essere ridotta a strutture all’interno della testa. Il significato e l’esperienza sono prodotte dalle continue relazioni reciproche tra cervello, corpo e mondo” (Colombetti G. – Thompson E., 2008). Un’altra nuova prospettiva basata sugli stessi presupposti è l’Embodied Cognition, scienza cognitiva incorporata. Il centro  della teoria è che il corpo influenza la cognizione, poiché il corpo stesso è una parte attiva del processo cognitivo. E’ attraverso il corpo, come afferma Damasio, neuroscienziato che studia la base neurale della cognizione, che il soggetto entra in contatto con il mondo circostante e, attraverso questo, esplora e apprende. La struttura fondamentale delle abilità intellettive umane è strettamente connessa alle capacità motorie; la realtà dunque è il prodotto di processi transazionali tra soggetto e ambiente mediati dalla corporeità. Sulla base di questi presupposti la realtà dunque è costruita attraverso l’incontro tra corpi-soggetti che, agendo nell’ambiente, costruiscono una conoscenza condivisa della realtà stessa. Ogni oggetto diviene oggetto-percepito e incluso all’interno di un sistema interpretativo dell’ambiente per creare schemi di realtà. La conoscenza viene acquisita come un sentire che è prodotto dal corpo in azione mentre agisce nel mondo.  La connessione tra azione e pensiero ci porta inevitabilmente a fare una riflessione su quanto sia opportuno che la conoscenza incorporata, l’apprendimento attraverso l’azione e l’emozione siano maggiormente sviluppate e sostenute all’interno delle nostre scuole. L’educazione esperienziale continua ad avere un ruolo ancora in parte marginale all’interno della didattica mentre sarebbe utile promuoverla come modus operandi funzionale per la costruzione della conoscenza e la trasformazione dell’alunno da spettatore passivo a protagonista attivo del proprio successo formativo. Particolarmente interessante è il contributo che il Prof. Buser (Svizzera – Scuola di Biberist) ha fornito alla didattica con il suo progetto Studiare in movimento. Il suo intento è quello di sfruttare il movimento e la stimolazione dei canali sensoriali per favorire l’apprendimento, servendosi di svariati strumenti (travi, palline, clave, attrezzi musicali) al fine di promuovere apprendimenti duraturi. Ci auguriamo che presto anche nelle scuole italiane crescano iniziative che possano mettere al centro sempre più l’alunno con le sue potenzialità, capacità creative, comunicative e motorie.
MACRO AREA TEMATICA
Scuola - Formazione
BIBLIOGRAFIA
  • Ascione A., Paloma F.G., Tafuri D. (2016), Embodied Cognition: il ruolo del corpo nella didattica, Formazione e Insegnamento
  • Colombetti G., Thompson E. (2008), Il corpo e il vissuto affettivo: verso un approccio enattivo allo studio delle emozioni, Rivista di Estetica, 37, pag. 77-96
  • Morsanuto S., Cipollone E., Peluso Cassese F., Theatral Education as a unstructured didactic form, Giornale Italiano di Educazione alla Salute, Sport e Didattica inclusiva, anno 3 n. 1Bruner J. S. (1970), Il conoscere. Saggi per la mano sinistra, Armando Editore, Roma