Estate Arcimboldo
Giuseppe Arcimboldi detto Arcimboldo, fu un virtuoso manierista che lavorò nelle corti italiane ed europee. Tra le sue tele sono da ricordare quelle dedicate alle stagioni e ai quattro elementi, compiute dopo essere diventato pittore di corte a Vienna nel 1562. Le sue figure allegoriche come L’Estate furono di gran successo nel soddisfare il gusto di opere fantastiche e stravaganti. Infatti l’artista è noto per aver dipinto le celebri “teste composte” una forma diversa di esprimere la natura morta, dove frutta, verdura, volatili, spighe, forme viventi o di cose, grazie a strane combinazioni, danno vita a delle fisionomie grottesche.
Oggi parleremo de L’Estate, 1573, olio su tavola. Nella copia eseguita dallo stesso Arcimboldo su richiesta dell’imperatore Massimiliano II, ed è conservata al Louvre di Parigi. La versione originale dipinta una decina di anni prima (1563) si trova al Kunsthistoisches Museum di Vienna.
Visto l’arrivo di questa stagione, è possibile trovare tutti gli elementi rappresentati dall’artista.
Il profilo di Estate, rivolto verso destra, è ricreato assemblando frutta e ortaggi estivi. Per ogni parte del viso e della testa l’artista ha saputo utilizzare un frutto adeguato. Le ciliegie delineano il contorno della capigliatura e delle labbra; la guancia è formata da una pesca mentre il naso è formato da un cetriolo; non mancano nemmeno una pannocchia e quella che sembra una melanzana bianca per formare l’orecchio. I capelli poi sono acconciati con foglie e piccoli frutti; anche l’abito è decorato con un meraviglioso carciofo posto come una spilla. Il tessuto è realizzato con un intreccio di spighe dorate di grano. Sul colletto dell’abito è tessuto il nome dell’artista “GIUSEPPE ARCIMBOLDO F”., mentre sulla manica è inciso l’anno, 1573.
Analizzando il viso più a fondo, è possibile scorgere altri dettagli, come delle teste d’aglio, delle pere e delle spighe di grano. Questi elementi, che presi singolarmente sono solo ortaggi, in realtà, grazie alla maestria dell’Arcimboldo, prendono vita sul volto della donna.
L’artista stuzzica i nostri occhi e la nostra mente, dimostrandoci come ciò che ci circonda può essere utilizzato per creare nuove forme e nuovi soggetti (grotteschi ed inquietanti allo stesso tempo), ma affascinanti e curiosi proprio come per la donna protagonista dell’estate.Arte, stagioni, pittura
Arte, Estate
- Giuseppe Arcimboldo. La pittura alchemica dell'immortalità, di Michele Proclamato - Melchisedek Editore
- L'universo illusorio di Arcimboldi, di Francesco Porzio, Giuseppe Arcimboldi – Vallecchi Editore
- https://www.riarte.it
- https://www.finestresullarte.info