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L’amore e’ solo chimica?

| Antonio Finocchiaro | 2022
Sono passati alcuni anni da quando, alla Sapienza, il Prof.  Aldo Carotenuto teneva le sue “mitiche” lezioni. Erano così interessanti da essere frequentate non solo dagli studenti del corso di Psicologia della personalità e delle differenze individuali, da tantissimi studenti iscritti ad altre facoltà ma anche da tante persone di tutte le età che studenti non lo erano affatto. Questo successo era dovuto, oltre che dall’affascinante eloquenza, alla grande fama del professor Carotenuto ritenuto il più importante esponente della Psicologia Analitica junghiana in Italia, ma molto dal successo editoriale dei suoi libri e fra i tanti libri, tra i più letti, “Eros e Pathos” pubblicato nel 1988. Il libro di Carotenuto arrivò in un momento di grande attenzione e rivalutazione dei sentimenti e soprattutto dell’amore, un nuovo corso iniziato con un altro grandissimo successo editoriale, questa volta di un sociologo, quello del professor Francesco Alberoni “Innamoramento e amore” pubblicato nel 1979. Si usciva dalla c.d. “Rivoluzione sessuale” che nella sua forza riformatrice indirizzata al superamento di vecchie convenzioni e antichi pregiudizi e di una cultura di ipocrisie e inibizioni aveva, però, messo da parte proprio i sentimenti. Amore, innamoramento, passione, infatuazione, cotta, eros, sesso ….., definizioni e significati ripresero quell’importanza che sempre avevano avuto nella storia e anche nei vissuti umani. Platone e Aristotele, in particolare, sono tra i tanti filosofi che hanno affrontato la tematica dell’amore. I Greci avevano diverse parole per cogliere le diverse sfaccettature dell’amore: “Agape”, l’amore della ragione di chi vive il sentimento in modo incondizionato e desidera solo il bene dell’altra persona; “Philia” l’amicizia, l’affetto di si aspetta un ritorno; “Eros” il desiderio e l’amore sessuale. Aristotele descrive l’innamoramento come un fenomeno attraverso il quale una persona, coscientemente o inconsciamente, rinasce a nuova vita (palingenesi), unendo la propria anima con quella della persona amata. Maggior fama ebbe una particolare visione quella dell’“Amore platonicoche definiva una forma di amore priva della dimensione passionale, Platone considera l'attrazione fra i corpi il primo dei livelli di amore che deve essere abbandonato per giungere a quelli superiori; amore per l'anima, per le leggi e le istituzioni, per le scienze, per l’assoluto. Bisognerebbe citare tantissimi autorevolissimi autori ma, a testimonianza dell’argomento ritenuto importante in ogni epoca, citeremo Apuleio che all’interno de “Le Metamorfosi” racconta le vicende di “Amore e Psiche”, celebrate dalla nota scultura del Canova, in cui la mortale Psiche dalla bellezza divina sposa “Amore-Cupido” figlio di Venere, senza conoscerlo, questi gli si presenta nell’oscurità della notte per sottrarsi alla gelosia materna. …….. E non mi basta avere un cuore. Per provare dell’amore veramente. E non mi servono parole per un poco di piacere è solamente una questione di chimica…….. Così hanno cantato Donatella Rettore e Ditonellapiaga all’ultimo. Non so se per una certa invidia per chi riesce a semplificare il modo di affrontare le relazioni ma l’esperienza mi suggerisce che non sia la modalità prevalente. Il giovane Werther, ad esempio, non la pensava come la Rettore.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
BIBLIOGRAFIA
  • A. Carotenuto, Eros e Pathos, Bompiani;
  • F. Alberoni, Innamoramento e Amore, BUR;
  • Apuleio, Amore e Psiche, Harmakis edizioni;
  • J.W. Goethe, I dolori del giovane Werther, IBS