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Richard Williams un “natural coach”

| Antonio Finocchiaro | 2022
Recentemente è uscito anche in Italia il film “Una famiglia vincente-King Richard” che racconta le vicende familiari di due grandi campionesse che hanno fatto la storia del tennis. Venus, 42 anni e Serena, 41 anni, oggi, sono cresciute a Compton, uno dei quartieri più turbolenti di Los Angeles. Racconta Serena nella sua biografia pubblicata nel 2009: “Dividevo una stanza con le mie 4 sorelle, ma c’erano solo tre letti così a me toccava dormire ogni sera in un letto diverso, dividendolo ogni volta con una sorella diversa. Ma non me ne rammarico, perché questo mi ha dato la possibilità di avere un ottimo rapporto con ognuna di loro”. Con Venus, iniziata come lei al tennis dai genitori che vedevano nella racchetta un modo per migliorare la propria condizione, il rapporto è sempre stato particolare. Mi ha aiutato molto averla come sorella maggiore e come modello. Sono cresciuta un po’ nella sua ombra, sviluppando una sana invidia …... Nel loro palmares vi sono oltre 100 titoli nel singolare e quasi 50 nel doppio, 28 vittorie nei tornei del “Grande Slam” in singolare e 13 in doppio, per anni sono state prima e seconda nel raking mondiale. Ancora oggi il tennis rimane uno sport non proprio di massa e certamente non di elezione per ragazze vissute in contesti sociali e culturali ai limiti del degrado. Quale fosse il vero segreto di questi successi lo ha accennato Serena nell’intervista sopra riportata, …… “papà è stato così intelligente da trasformare gli allenamenti in cose divertenti”. Nell’intervista, rilasciata nel maggio del 2009, prima dell’uscita della biografia di Serena, il padre, Richard Williams racconta le sue origini povere, il contesto sociale violento, l’odio per i bianchi ma anche come ha contribuito a fare delle figlie un mito del tennis e dello sport mondiale. “Fu un giorno qualsiasi, racconta Richard, che guardando in TV, casualmente, la finale di un torneo di tennis, sport che non avevo mai praticato, mentre bevevo una birra sul divano della mia modestissima abitazione, sentii che il vincitore avrebbe guadagnato 40.000$”. Richard rapito da un improvviso insight, decise che le due sorelline sarebbero diventate esattamente quello che sono diventate. Si alzò di scatto dal divano e lapidariamente comunicò la decisione alla mamma, delle due sorelle, impegnata in cucina. Le sorelline mostrarono una precoce attitudine a questo sport, supportata da un fisico prestante e da una grande determinazione. Richard riuscì a ottenere una tale perseveranza, senza che le ragazze sentissero il peso di tali gravosi e costanti impegni. Egli può essere definito un “natural coach”: aveva trasmesso il suo obiettivo visionario, stabilito poche regole ma chiare, lavorato sui tratti caratteriali specifici di entrambe, sviluppato la loro autostima ma senza farla sforare nella superbia. Un lavoro educativo che ha aumentato la resilienza, la capacità di coping, la capacità strategica e la concentrazione sulla realizzazione degli obiettivi, senza fargli perdere il senso del divertimento e del gioco.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
Psicologia dello Sport
BIBLIOGRAFIA
S. Williams, On the line, Grand Central publishing, 2009