Il conflitto con l’adolescente
Partiamo dal presupposto che, molto spesso, consideriamo i nostri figli un’estensione del nostro essere nel mondo. Quei piccoli “noi” che ci permettono di dimostrare quanto di buono abbiamo fatto, quanto bravi e capaci siamo, per non parlare di quanto siamo educati e rispettosi, ma davvero noi siamo tutto ciò, o abbiamo solo proiettato su di loro tutto ciò che avremmo voluto essere?
Da genitori ad un certo punto ci troviamo a fare i conti con ciò che abbiamo raccontato al mondo, un fantastico "storytelling", ovvero la miglior immagine che potessimo creare per piacere agli altri.
Accade però che la storia ad un certo punto cambi direzione, diventi scomoda, una specie di incubo, almeno in parte così vissuto, che ci ricorda che siamo normali.
Protagonisti di questo nuovo racconto sono i nostri figli adolescenti. Quel bel trofeo, che portavamo in giro con orgoglio, diventa il peggior essere che sia mai esistito, ci prende e ci trasporta in un “mondo altro”, siamo protagonisti di un “rito iniziatico”.
L’adolescenza è un periodo che delinea il passaggio tra l’infanzia e l’età adulta, una fase complicata caratterizzata dal cambiamento sia a livello emotivo che cognitivo. L’adolescente è alla ricerca della sua nuova “forma”, della sua vera identità. Questo passaggio prevede un distacco, in primis dal sé bambino, ma soprattutto dai rapporti familiari, nella forma che li aveva caratterizzati sino a quel momento. Questa ristrutturazione dei rapporti familiari porterà inevitabilmente a dei conflitti, poiché il cambiamento spesso è di difficile gestione. Il ragazzo cercherà di soddisfare i propri bisogni, mettendo in atto azioni che lo porteranno, secondo il suo punto di vista, a appagare il suo desiderio di vittoria. Dall’altro lato ci sono i genitori che cercheranno di far valere quelli che sono i propri valori, cercando di trasferire sul figlio il proprio modello educativo, del resto l’apprendimento degli stessi passa attraverso l’essere “modello” (modeling, A. Bandura).
Questo conflitto va gestito, mai negato o rimandato, facendo forza su quella che è la nostra struttura interna. Siamo dunque dinanzi alla resa dei conti, saremo davvero così consapevoli del nostro ruolo in tutto ciò? In questa fase spesso proiettiamo sull’altro le nostre paure e certamente questo ci destabilizza, ma non dimentichiamo mai che le paure fanno parte del nostro percepito e spesso non corrispondono alla realtà.
La relazione con i nostri figli va costruita e spesso passa attraverso fasi conflittuali, ma noi siamo pronti a questo? Se così non fosse potremmo scoprirci deboli e mettere in atto dinamiche di attacco e fuga che non porterebbero lontano. Ascoltiamo dunque ciò che ci viene comunicato, con gesti, parole e azioni. Ascoltando e dando attenzione ai bisogni dei nostri figli potremo comunicare senso di sicurezza e permettere loro di aprirsi e apprendere nuovi comportamenti e nuovi modi di comunicare. Accogliamo questa sfida, per quanto difficile, cercando di comprendere cosa c’è alla base, la rabbia spesso è solo una modalità, che usano i ragazzi, per ribadire il loro bisogno di essere visti in quanto persone uniche diverse da noi.
Passaggio dall’infanzia all’adolescenza
Infanzia e adolescenza
- A. Bandura, Autoefficacia, Erickson
- R.Carkhuff, l’arte di aiutare, Erickson
- J.Gottman Intelligenza emotiva per un figlio-guida per i genitori, RCS libri