I tatuaggi sono arte?
Con l'arrivo della bella stagione, l'estate, si accorciano gli indumenti e si sfoggia il costume da bagno. Ed escono allo scoperto parti di corpo colorate, incise, inchiostrate: a volte non lo sappiamo neanche che qualcuno ha un bel tatuaggio (o anche più di uno)!
Ma ecco che, curiosa come sono, mi pongo una domanda: ma i tatuaggi sono considerati una forma d'arte?
L’utilizzo del corpo come tela affonda le proprie radici nella Body Art. Teorizzata da Allan Kaprow nel 1959 fece dell’azione dell’artista l’opera stessa, spesso coinvolgendo il pubblico. Prima ancora però un esempio è l’arte di Marcell Duchamp: l’artista si fece scolpire sulla nuca una stella, segno di elezione e di supremazia (il capo è infatti la parte del corpo dove avvengono le trasformazioni del pensiero).
Quindi, se pensiamo il tatuaggio come epilogo di una body art, abbiamo come mediazione l’inchiostro, il supporto è la tela umana (la pelle) e la mano che ha prodotto il tattoo è l’artista.
La risposta potrebbe essere SI, ma allora in riferimento alla conservazione e all’esposizione come ci si comporta? Il tatuaggio è un’arte transitoria, muore con chi li porta, diremo. E fino a poco tempo fa nonostante la fotografia, non si usava tenere una documentazione del lavoro fatto.
Nella società occidentale il tatuaggio è stato spesso praticato in segreto ed è sopravvissuto solamente come arte popolare. La sua storia e le sue tecniche sono state tramandate nell’assenza quasi completa di documentazione precisa. I disegni, ad esempio, erano riprodotti con poca arte e fantasia, anche se erano emerse individualità espressive e stili definiti.
Negli Stati Uniti a partire dagli anni ’70 un gruppo di artisti, cominciò ad intervenire: partendo da una riqualificazione del lavoro portarono al tatuaggio il patrimonio della loro sensibilità visiva, frutto della combinazione di attenzione percettiva, comunicazione e abilità tecnica.
Artisti e pubblico andavano scoprendo il tatuaggio come espressione artistica ed elemento di comunicazione, come un ritorno a quello che era stato il suo ruolo in numerose civiltà del passato.
Pittura, grafica, moda, scultura. Il tatuaggio oggi viene decontestualizzato dalla pelle e ricontestualizzato in altre forme espressive; omaggiato da attori, scultori, street artist, vignettisti e stilisti di alta moda, perché il tatuaggio non deve più essere parte della dimensione galeotta.
Se le opere pittoriche e scultoree esposte in una mostra sono considerate arte contemporanea, anche il tatuaggio deve essere ritenuto tale poiché cambia solamente il tipo di supporto utilizzato, che appunto è la pelle. E poi, in fin dei conti, la bellezza e particolarità di un tatuaggio, rimarrà impressa nel tempo e nella storia.Arte, curiosità
Arte, curiosità, notizie, stagioni
- https://www.gqitalia.it/lifestyle/2016/08/01/tattoo-forever-ti-spiego-perche-il-tatuaggio-e-arte
- https://www.aboutartonline.com/il-tatuaggio-come-arte-contemporanea-al-vittoriano-le-immagini-di-marco-manzo-ala-brasini-6-16-dicembre/
- Riflessioni Sul Corpo Tatuato. La Pelle Come Elemento Identitario Individuale e Collettivo- Editore Independently Published