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Parlando delle ville di Roma

| Marta Cesaritti | 2022

Per secoli la nobiltà romana ha edificato ville, che oggi riempiono di verde il centro cittadino. Aristocratici, papi e cardinali hanno costruito luoghi di delizie alle porte della città, lungo le vie consolari e sui colli fuori le mura antiche. I romani delle famiglie più ricche e potenti (tra i quali Farnese, Barberini, Colonna, Boncompagni) disseminarono l'agro di ville dove riposare o custodire le proprie raccolte di reperti archeologici. Era consuetudine affidarsi agli artisti più in voga, in una gara di continua opulenza. Alcune di queste ville oggi sono diventati parchi pubblici, altre sono strutture legate al mondo dell'arte, altre fanno ancora parte dell'eredità delle varie famiglie.

Queste grandi ville patrizie sono state create soprattutto tra il XVI e XVIII secolo, e raccontano uno spaccato dell'uomo dell'epoca: il gusto, il rapporto con la natura, il mecenatismo, la cultura dello svago e del riposo.

Questa passione, è una eredità dei Romani antichi per la costruzione di tenute fuori dalla città, per godersi la campagna e allontanarsi dal caos della "metropoli".

Basta dare uno sguardo alla Villa dei Sette Bassi o alla Villa dei Quintili, per capirne la grandezza, mentre in città sorgevano gli "horti", cioè giardini con giochi d'acqua e fontane, esedre, locali residenziali e una piccola zona per l'uso agricolo.

È però durante il Rinascimento che la villa iniziò a diventare il luogo di arte e cultura che conosciamo oggi: le prime, che furono usate come modello, sono le ville medicee toscane: quando i vari cardinali e membri delle famiglie nobili arrivarono al soglio di Pietro, questo primato toccò a Roma, che rispolverò la grandezza del passato, riutilizzando gli horti e facendo fiorire giardini, casini o piccoli palazzi signorili.

Ogni artista e ogni committente, metteva il suo stampo in queste strutture: Bramante realizzò il prototipo del giardino a terrazze; il cardinale Giulio de' Medici si affidò a Raffaello e la Villa Madama è stata il modello per gli architetti del tempo; boschi e giardini per la bella Villa del cardinale Scipione Borghese...

Era abitudine per gli architetti attivi a Roma lavorare nelle ville, perché era la committenza che andava per la maggiore in quel tempo. Ma non solo architetti: artisti e artigiani, ma anche esperti di botanica, di idraulica e stuccatori, per rendere questi luoghi un vero e proprio luogo di arte e bellezza a 360 gradi.

Non possiamo non citare la secentesca villa Pamphili, che è attualmente il più grande parco pubblico di Roma; nel settecento vinse per sontuosità Villa Albani fuori Porta Salaria, realizzata anche grazie all'esperto di arte antiquaria Winckelmann; nell'ottocento troviamo la bizzarra Villa Torlonia, un "pastiche" di stili, gusti e materiali, costruita in un periodo di progresso e sperimentazione.

Non si può riassumere la quantità di luoghi in poche righe, ma se siete curiosi e vi va di scoprire altre belle ed interessanti ville, vi invitiamo a partecipare al prossimo incontro "DELIZIE DI ROMA: LE VILLE".