Van Gogh, la mostra
Vincent Van Gogh era un pazzo visionario, diventerà il simbolo dell’artista tormentato, tra
genio e follia, con una vita piena di colpi di scena e di violenza…
Esponente del post-Impressionismo, l'artista ci ha lasciato poco più di 800 opere, ammirate dagli studiosi e adorate da chi visita i musei dove sono esposte.
Ed ora, quali sono alcune curiosità che dobbiamo conoscere di lui, prima di visitare la mostra?
1- Vincent Van Gogh è nato nel 1853 a Groot Zunder (Olanda). Figlio di un pastore protestante, con poche e frammentate informazioni sulla sua infanzia. Sappiamo che sicuramente era un pessimo studente e che a 15 anni lasciò gli studi per iniziare a lavorare presso la "Galleria d’arte Goupil”.
2- Bisogna conoscere le lettere tra l’artista e il fratello minore Theo, perché sono un ottimo modo per capire e apprezzare le sue opere. Tra i due vi era un rapporto molto stretto e fu il fratello a sostenere la carriera artistica di Vincent, soprattutto dal punto di vista economico.
3- Sin da piccolo Vincent aveva dimostrato una passione per il disegno ma cominciò a dipingere solo a 30 anni. La malattia mentale segnò la sua vita e per un periodo, fu anche pervaso da una crisi religiosa; abbandonò il lavoro e diventò l’assistente di un pastore metodista.
Tante emozioni nella vita di Van Gogh, che in qualche modo dovevano uscire ed essere comunicate al mondo: le sue opere furono il mezzo con cui comunicava e cercava di tenere a bada le sue ossessioni.
4- Visse a Parigi per due anni, tra il 1886 e il 1888, insieme al fratello Theo, in Rue Lepic, ai piedi di Montmartre, e prese lezioni di disegno nello studio privato di Fernand Cormon (pittore, 1845-1924).
Parigi era il luogo perfetto per dedicarsi all’arte e Vincent diventò amico di alcuni giovani artisti che sarebbero diventati famosi, come Henri de Toulouse-Lautrec, Paul Signac e Paul Gauguin.
La permanenza a Parigi fu importante per lo sviluppo del suo stile: scoprì gli impressionisti e si interessò all’arte giapponese.
Con Gauguin si instaurò un legame particolare e i due artisti vissero per alcuni mesi nel sud della Francia, cercando di creare una comunità di artisti. Vincent si era innamorato dei colori e dei paesaggi nei dintorni di Arles e anche le sue opere diventarono più luminose.
Gauguin arrivò ad Arles nell'ottobre del 1888, sollecitato da Theo che, sperava in un miglioramento della salute mentale del fratello. La convivenza però fu difficoltosa con discussioni frequenti. Vincent cominciò a mostrare segni di squilibrio finché si tagliò un orecchio con un rasoio davanti all’amico. Gauguin impaurito ed impressionato, se ne andò per sempre.
5- Lo squilibrio mentale era a livelli molto alti e i ricoveri per tentare di rasserenarlo, furono inutili.
Vincent Van Gogh muore nel 1890, a soli 37 anni, a causa di un colpo di pistola.
Ma per conoscere più dettagli e vedere delle opere dal vivo, vi invitiamo a partecipare ad una delle nostre visite guidate...
Consultate le date in programma presso Palazzo Bonaparte.
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- https://www.mostrepalazzobonaparte.it/
- https://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/van-gogh-artista-maledetto.html
- https://www.finestresullarte.info/arte-base/vincent-van-gogh-vita-opere-pittore-dei-record
- Vincent van Gogh. I colori del tormento, di Andrea Lattanzi Barcelò - Area 51 Publishing Van Gogh,