Il cinema a Roma
Roma sembra nata per il cinema: così unica, borghese, aristocratica ma popolare, casinara, ammaliante, segreta, papale, antica, stratificata, rinascimentale, barocca, moderna. Uguale ma sempre diversa da sé stessa. Il cinema ha goduto di tutto questo e la città si è lasciata ammaliare dai riflettori.
Tutto passa, ma la Roma sfolgorante e messa a lucido come nei film sul grande schermo, resta. E ci fa sognare. Dagli anni ’40 un continuo set a cielo aperto, che racconta le vicende di personaggi sempre alla ricerca di qualcosa e dei monumenti incredibili, co-protagonisti di incredibili storie.
La capitale ha visto nascere la corrente del Neorealismo, le prime opere della Commedia italiana, i film Western, fino ai più recenti Cinepanettoni. Tra Oscar e film diventati leggendari, Roma incarna alla perfezione la storia del cinema.
Tra i film che più ci sono rimasti nel cuore:
- Roma città aperta, Roberto Rossellini (1945). Un classico, sofferto e bellissimo. Realizzato dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il film racconta una romanità autentica, affidata a un grandissimo Aldo Fabrizi e a una Anna Magnani da storia del cinema (l’inseguimento del furgone)
- Vacanze romane, William Wyler (1953). Roma appare come una città romantica, piena di voglia di rinascere. Un film con scene iconiche affidate al fascino senza tempo di Gregory Peck e Audrey Hepburn che hanno scolpito l’immaginario collettivo di Roma.
- La dolce vita, Federico Fellini (1960). Se dici Roma dici “dolce vita” e subito si pensa a Federico Fellini. Un film leggendario che attraversa Roma in tutta la sua grandezza, da Cinecittà al bagno a Fontana di Trevi di Anita Ekberg («Marcello, come here! Hurry up!»).
- Febbre da cavallo, Steno (1976). Un punto di riferimento per gli appassionati di corse di cavalli, simbolo di un certo tipo di romano sempre alla ricerca della svolta, bugiardo ma con il cuore d’oro, perfettamente interpretato da Gigi Proietti ed Enrico Montesano.
- Un sacco bello, Carlo Verdone (1980). Verdone lancia sul grande schermo tre personaggi destinati a fare storia. Tre tipi diversi di romanità, unici e universali.
- Caro diario, Nanni Moretti (1993). Il primo episodio “In vespa” fa venire voglia a chiunque di salire sul motorino e mettersi a girare per Roma, guardando i palazzi e perdendosi per i quartieri.
- La grande bellezza, Paolo Sorrentino (2013). Una specie di “La dolce vita” cinquant’anni dopo. Un ritratto decadente di una Roma pigra e indolente, fotografata in maniera sublime da Luca Bigazzi.
Cultura
FOCUS Arte, storia, curiosità, cinema
Roma sembra nata per il cinema: così unica, borghese, aristocratica ma popolare, casinara, ammaliante, segreta, papale, antica, stratificata, rinascimentale, barocca, moderna. Uguale ma sempre diversa da sé stessa. Il cinema ha goduto di tutto questo e la città si è lasciata ammaliare dai riflettori.
Tutto passa, ma la Roma sfolgorante e messa a lucido come nei film sul grande schermo, resta. E ci fa sognare. Dagli anni ’40 un continuo set a cielo aperto, che racconta le vicende di personaggi sempre alla ricerca di qualcosa e dei monumenti incredibili, co-protagonisti di incredibili storie.
La capitale ha visto nascere la corrente del Neorealismo, le prime opere della Commedia italiana, i film Western, fino ai più recenti Cinepanettoni. Tra Oscar e film diventati leggendari, Roma incarna alla perfezione la storia del cinema.
Tra i film che più ci sono rimasti nel cuore:
- Roma città aperta, Roberto Rossellini (1945). Un classico, sofferto e bellissimo. Realizzato dopo la fine della Seconda guerra mondiale, il film racconta una romanità autentica, affidata a un grandissimo Aldo Fabrizi e a una Anna Magnani da storia del cinema (l’inseguimento del furgone)
- Vacanze romane, William Wyler (1953). Roma appare come una città romantica, piena di voglia di rinascere. Un film con scene iconiche affidate al fascino senza tempo di Gregory Peck e Audrey Hepburn che hanno scolpito l’immaginario collettivo di Roma.
- La dolce vita, Federico Fellini (1960). Se dici Roma dici “dolce vita” e subito si pensa a Federico Fellini. Un film leggendario che attraversa Roma in tutta la sua grandezza, da Cinecittà al bagno a Fontana di Trevi di Anita Ekberg («Marcello, come here! Hurry up!»).
- Febbre da cavallo, Steno (1976). Un punto di riferimento per gli appassionati di corse di cavalli, simbolo di un certo tipo di romano sempre alla ricerca della svolta, bugiardo ma con il cuore d’oro, perfettamente interpretato da Gigi Proietti ed Enrico Montesano.
- Un sacco bello, Carlo Verdone (1980). Verdone lancia sul grande schermo tre personaggi destinati a fare storia. Tre tipi diversi di romanità, unici e universali.
- Caro diario, Nanni Moretti (1993). Il primo episodio “In vespa” fa venire voglia a chiunque di salire sul motorino e mettersi a girare per Roma, guardando i palazzi e perdendosi per i quartieri.
- La grande bellezza, Paolo Sorrentino (2013). Una specie di “La dolce vita” cinquant’anni dopo. Un ritratto decadente di una Roma pigra e indolente, fotografata in maniera sublime da Luca Bigazzi.