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Alessitimia: divieto di accesso alle emozioni

| Paola Matricardi | 2023

Conoscere e saper gestire i vissuti emotivi sono due componenti essenziali per il raggiungimento ed il mantenimento del benessere psicofisico. Quando si parla di competenza emotiva ci si riferisce inoltre ad un qualcosa che può essere recuperato, mantenuto, migliorato, allenato. Sin dalla prima infanzia, la relazione con i genitori risulta centrale nella crescita psicoaffettiva e sviluppare una certa abilità nel prendere coscienza del proprio stato interiore facilita indubbiamente l’accrescimento della capacità empatica e dunque la possibilità di leggere e di comprendere anche gli stati d’animo altrui.

Ma vi sono aspetti patologici legati alle emozioni?

Quando un individuo, pur avendo un buon adattamento psicosociale, sperimenta l’incapacità o una forte difficoltà a riconoscere, decodificare e descrivere i propri sentimenti nonché nel distinguere le percezioni fisiologiche dagli stati emotivi, siamo di fronte all’alessitimia. Chi soffre di questo disturbo ha inoltre carenza di attività simbolica a livello cosciente, scarsa fantasia, forti difficoltà ad individuare quali siano i motivi che lo spingono a provare o ad esprimere le proprie emozioni e, contemporaneamente, non è in grado di interpretare quelle altrui. Gli alessitimici sono dunque poco dotati di capacità introspettiva e   concentrati sulla realtà concreta ed esterna tanto da arrivare a descrivere le proprie esperienze o i propri vissuti emozionali con scarso investimento emotivo ed una terminologia molto generica. L’emozione viene vissuta direttamente per via somatica, senza un’elaborazione mentale e un’interpretazione cognitiva, né una concettualizzazione per immagini, simboli, parole che la possano racchiudere e sintetizzare.

Dal greco a (mancanza), lexis (parola) e thymos (emozione), alessitimia sta ad indicare mancanza di parole per esprimere il proprio stato emotivo. Il termine fu coniato nel 1970 da John Nemiah e Peter Sifneos per definire un insieme di caratteristiche della personalità evidenziate in pazienti psicosomatici e venne diffuso per la prima volta nel 1976 in occasione della XI Conferenza Europea sulle Ricerche Psicosomatiche. Attualmente uno degli strumenti più affidabili per diagnosticare l’alessitimia è la TAS (Toronto Alexithymia Scale); si tratta di una scala di autovalutazione a 20 items che vanno ad indagare alcuni fattori alla base della patologia:

  • difficoltà nell’identificare i sentimenti
  • difficoltà nel descrivere i sentimenti degli altri
  • pensiero orientato all’esterno
  • fantasia e altri processi immaginativi.

Un altro aspetto tipico delle persone alessitimiche è il conformismo sociale; esse infatti, incapaci di sintonizzarsi con le emozioni altrui, manifestano una stretta aderenza alle regole sociali di adattamento e una forte rigidità nella costante limitazione delle proprie emozioni. Pur conducendo una vita apparentemente normale, sono controllanti e rifiutano, più o meno consapevolmente, soprattutto il dialogo che riguardi ciò che provano. In particolare nelle relazioni di coppia la persona con questo disturbo non accetta un chiaro e libero scambio emotivo impedendo quindi una piena condivisione.

Indubbiamente siamo culturalmente poco allenati a passare dagli eventi fisici, le emozioni, alle esperienze mentali, i sentimenti, dalla componente biologica a quella psicologica dell’affetto. L’alessitimia può essere definita una mancata affettività mentalizzata che può essere espressa anche attraverso sintomi somatici. Si tratta in sostanza dell’incapacità di mentalizzare e simbolizzare l’emozione.

Migliorare la propria competenza emotiva si può ma occorre intraprendere un percorso significativo di educazione ai sentimenti che parta dall’infanzia. Solo così sarà possibile comprendere meglio se stessi e gli altri.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
L’alessitimia si manifesta nella difficoltà di identificare e descrivere i propri sentimenti e nel distinguere gli stati emotivi dalle percezioni fisiologiche
BIBLIOGRAFIA
J.C. Nemiah, P.E. Sifneos, 1970, Affect and fantasy in patient with psychosomatic disorders, in O.W., Modern Trends in Psychosomatic medicine. Butterworths, London