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Le tradizioni di Roma

| Marta Cesaritti | 2023

Le feste e ricorrenze tradizionali romane risentono del passare del tempo, vivono nel riflesso di diversi calendari, diverse credenze religiose e diverse necessità sociali. Se è vero che molto cambia, è anche vero che molto resta e alcuni giorni, alcuni riti, alcune festività rimangono: queste festività portano il segno di una storia secolare e millenaria come quella della città di Roma.

  • 6 gennaio – Befana: è una contaminazione dell'Epifania, festa cristiana che rievoca l'offerta dei doni dei magi al Bambino Gesù. Ma la Befana, è un personaggio tutto pagano, ha assunto l'aspetto di una vecchia strega a simbolo della natura rinsecchita, alla quale si dà addosso, bruciandola o segandola, non prima che abbia però dato dolci, regali e fichi secchi, i cui semi garantiscono una rinascita per l'anno seguente.
  • 17 gennaio – benedizione degli animali (Sant’Eusebio): davanti alla chiesa di Sant'Eusebio, all'angolo tra via Napoleone III e piazza Vittorio, si rinnova la funzione della benedizione degli animali. Oggi il rito è celebrato in forma ridotta e i partecipanti sono solo gli animali domestici. Nei secoli passati, la cerimonia si svolgeva con grande sfarzo, gli animali da benedire erano numerosissimi e andavano dai buoi agli asini, dagli animali da cortile fino ai cavalli delle carrozze dei nobili.
  • 2 febbraio: il Purim di Roma o Moed di Piombo è una ricorrenza ebraica istituita per ricordare gli avvenimenti del 1793, qualche tempo prima dell'arrivo delle truppe francesi in Italia, quando una folla di rivoltosi radunatasi intorno al ghetto tentò di incendiarlo nonostante l'intervento delle guardie pontificie.Il fuoco venne applicato al portone della Regola, ma grazie ad una tempesta che oscurò il cielo facendolo diventare plumbeo, le fiamme si spensero. Da allora, per gli ebrei romani il 2 di Shevat è un giorno di festa e speciali liturgie ricordano la sventata disgrazia e l'assedio del ghetto.
  • Mese di febbraio/ marzo - Il Carnevale romano: nel 700/800 era un avvenimento di grande richiamo. Lo testimonia la produzione di pittori e scrittori che lo hanno reso eterno nei musei e nelle letterature di tutto il mondo. Fu inventato, per l'innato gusto alla festa in maschera, da un veneziano, il magnifico papa Paolo II Barbo, che da Palazzo Venezia diede il via legale allo spettacolo. C'era la corsa dei cavalli "barberi" da piazza del Popolo a piazza Venezia.
  • 19 marzo - San Giuseppe: le frittelle erano la leccornia di quel giorno e i frittellari si mettevano con le bancarelle nelle piazze più frequentate della città, perché la ricorrenza religiosa era collegata da sempre a questa tradizione gastronomica.
  • 21 aprile - Natale di Roma: la fondazione di Roma del 21 aprile 753 a.C. viene celebrata ogni anno con una serie di manifestazioni che durano dieci giorni e terminano con la data del 25 aprile, coincidente con l'anniversario della liberazione della città nell'ultima guerra mondiale.
    Alle ore 12 suona per dieci minuti la campana nella torre del Palazzo Senatorio.
  • Mese di giugno - Corpus Domini: festa istituita da papa Urbano IV nel 1264 per celebrare l’eucaristia, in occasione del miracolo di Bolsena dell'anno prima, quando a un sacerdote straniero, incredulo sulla presenza di Cristo nell'ostia consacrata, accadde di ritrovarsi tra le mani gocce di sangue. La festa cade il giovedì della seconda settimana dopo la Pentecoste e un tempo era caratterizzata da una fastosa processione a piazza San Pietro. E' stata ripristinata nel 1979, ma si svolge tra le basiliche di San Giovanni e Santa Maria Maggiore lungo la via Merulana, tappezzata di fiori al passaggio del corteo pontificio.
  • 24 giugno - San Giovanni: il fantasma di Erodiade (moglie adultera di Erode) chiamava a raccolta le streghe sui prati del Laterano dove, si aggirava ancora il fantasma di Salomè. Le streghe, in groppa ai diavoli o a cavallo delle scope, arrivavano in volo e iniziava la baraonda che durava fino all'alba. I romani, suonando campanelli e campanacci, cercavano di vedere le streghe volare nel buio.
    Ma perché si mangiavano le lumache? Perché le "corna", in antico, non erano il simbolo del tradimento coniugale, ma
  • Mese di luglio - La festa de noantri: la Madonna del Carmelo, è diventata intorno agli anni Venti, "la festa de noantri" (noi altri). Leggenda narra che alcuni portuali pescando sulle rive del Tevere, raccolsero dal fiume una cassa dove giaceva una statua della Madonna. I pescatori, si affrettarono a trasferirla nella chiesa di sant'Agata, dove ancora oggi risiede. Da quel giorno, il sabato successivo alla festa del Carmelo, a Roma la Madonna venuta dal Tevere viene portata in processione, dalla chiesa in cui risiede attraverso tutte le vie del rione Trastevere, per giungere a San Crisogono, dove riposa per otto giorni.
  • Mese di ottobre – Ottobrata Romana: era la festa del vino. Discendente degli antichi Baccanali, tra balli e canti, sfociavano nell'orgia. Questi Baccanali diventarono nella Roma cristiana e pontificia le feste popolari tra le vigne suburbane e le osterie "fuori porta". Si organizzavano in allegre brigate, a piedi o sulle cartelle, le carrozze tirate da due focosi cavalli bardati e tintinnanti di sonagliere. Un ritrovo classico delle ottobrate era Testaccio, ai "prati del popolo romano".
  • 17 - 23 dicembre - i Saturnali: dedicata a Saturno, dio della mitica "età dell'oro" durante la quale gli uomini vivevano in pace e senza bisogno di lavorare, aveva le caratteristiche di una vera e propria "vacanza" e si celebrava nei "giorni più belli dell'anno". Dopo i riti religiosi che il 17 si svolgevano al Tempio di Saturno, seguiva una specie di carnevale.
    Veniva concessa una pausa di libertà anche agli schiavi, che potevano banchettare insieme ai padroni e essere da loro serviti. La gente andava in giro per la città "mascherata" e si abbandonava alla baldoria. In realtà, era una festa dalle origini contadine, che coincideva con la fine dell'anno agricolo: concluso il lavoro dei campi e la semina, ci si preparava al riposo, in attesa di ricominciare, a primavera.
MACRO AREA TEMATICA
Curiosità, Festa
FOCUS
L’alessitimia si manifesta nella difficoltà di identificare e descrivere i propri sentimenti e nel distinguere gli stati emotivi dalle percezioni fisiologiche
BIBLIOGRAFIA