La libera espressione sessuale e’ ancora un tabu’
| Antonio Finocchiaro | 2023
Mia cognata, alzandosi dalla tavola, mi disse che aveva rivisto mio figlio, io non lo vedevo da tempo, non ha mai accettato la mia separazione dalla madre, “ora sta bene” - ha continuato mia cognata – “dopo tutti i problemi che ha avuto, si è anche scusato con me”. Non so di cosa si dovesse scusare ma fui più interessato ai problemi di mio figlio e così chiesi a mio fratello a quali problemi si riferisse sua moglie. Notai nel suo sguardo un po’ di imbarazzo, per un attimo forse non avrebbe voluto parlarne, ma poi, prese fiato e con tono serio e compassionevole, cacciò il rospo: “Tuo figlio ha problemi di identità sessuale!” - Sta seguendo un percorso per il cambiamento del sesso? – gli chiesi – prima che rispondesse tornò mia cognata che dirigendosi verso la tavola aggiunse, con tono un po’ accusatorio: “tu non te ne sei mai accorto, non gli sei stato vicino, ora, per fortuna, dopo un lungo percorso terapeutico ha trovato un suo equilibrio, sta bene e ha anche un compagno”. Scusate, rivolgendomi ad entrambi, si tratta di problemi di identità sessuale o di orientamento sessuale? No, no – rispose mio fratello – tuo figlio è gay. In realtà non fu per me così sorprendente, non fui deluso, arrabbiato, offeso, impaurito o preoccupato. Ho avuto amici e amiche e frequento per motivi professionali omosessuali, bisex e anche no-sex, con identità sessuali variegate, poco accentuate e con diversi mix tra orientamenti e identità sessuali, ho conosciuto tante persone che non ho mai giudicato né in positivo né in negativo in base alle loro caratteristiche e scelte sessuali. Purtroppo ancora oggi sono frequenti e diffusi pregiudizi e retaggi culturali e spesso si ignora che non si tratta di alcuna patologia, lo ha escluso l’OMS, ormai da molti anni e l’ultima versione del DSM, il manuale dei disturbi mentali, che prende in considerazione, semmai, i disturbi dovuti allo stigma sociale e alle incomprensioni familiari con conseguenti problemi di accettazione delle proprie scelte sessuali, dei propri desideri, delle proprie tendenze e del proprio corpo. La scienza ci obbliga a verificare, attraverso il metodo, il nesso di causalità tra un fenomeno, un comportamento e ciò che è all’origine di esso. Esistono tanti tentativi di dare spiegazioni agli orientamenti sessuali soprattutto in relazioni ai ruoli genitoriali, tutti tentativi naufragati perché queste scelte sono trasversali, al momento storico, al luogo, alla cultura, alla religione, all’educazione e non sono persino esclusivi della razza umana anzi. Uno studio di 3 anni su un gruppo di macachi in ambiente naturale in Portorico ha osservato che il 72% dei rapporti sessuali fra i maschi avviene con partner dello stesso sesso contro il 46% dei rapporti eterosessuali. Secondo i ricercatori dell’Imperial College di Londra che hanno condotto la ricerca, l’avere rapporti omosessuali dà un vantaggio evolutivo; infatti il numero dei discendenti è direttamente proporzionale alla percentuale dei rapporti omosessuali. La stessa ricerca avrebbe dimostrato che la tendenza omosessuale è una caratteristica ereditaria pertanto educatori moralisti di qualsiasi cultura e religione si mettano l’anima in pace: non c’è un modo per educare le tendenze e le scelte sessuali e tra l’altro non c’è alcuna necessità di farlo
MACRO AREA TEMATICA
Sociale
Sociale
FOCUS
Psicologia sociale
Psicologia sociale
BIBLIOGRAFIA
Articolo sullo studio dei macachi in cattività in Portorico, Nature Ecology and Evolution
Articolo sullo studio dei macachi in cattività in Portorico, Nature Ecology and Evolution