Ridere e sorridere: un bene prezioso alla portata di tutti
<<Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso>>
diceva Santa Madre Teresa di Calcutta.
Il sorriso è indubbiamente uno delle prime espressioni dell’uomo ed è inoltre un efficace strumento comunicativo del linguaggio non verbale. La sua funzione originaria trova fondamento nelle relazioni interpersonali e consiste nell’esplicitare uno stato interno di benessere, felicità e soddisfazione che generano accoglienza e predisposizione verso l’altro. E’ appurato inoltre che un sorriso spegne l’aggressività altrui e riporta la relazione su un piano paritario.
L’alto valore comunicativo del sorriso è dovuto sicuramente al fatto che ad essere coinvolti in questo processo di contrazioni muscolari facciali non sia solo la bocca ma anche gli zigomi, le palpebre e soprattutto gli occhi. Questi infatti fanno sì che lo sguardo rivolto in genere verso l’altra persona appaia più intenso e vivace. Di quanto detto ne è la dimostrazione il fatto che un sorriso di convenienza o formale, metta in moto solo i muscoli della bocca lasciando inalterata l’espressività dello sguardo. Da qui si comprende meglio l’espressione “sorridere con gli occhi” che presuppone un coinvolgimento emotivo di diverso livello.
Ma quando il sorriso può diventare risata?
Il sorriso, poiché non prevede l’emissione di alcun suono associato, può anche essere nascosto da una mano o da un oggetto contrariamente all’azione del ridere che si pone come una risposta ad uno stimolo divertente o a sensazioni molto intense di allegria, benessere, ottimismo, piacere ed è caratterizzata da fragore che coinvolge il ritmo respiratorio, scosse a livello di gola, concatenate contrazioni di numerosi muscoli del corpo e bocca che da serrata diventa più aperta. La risata acquista dunque un elevato valore comunicativo e stimola un coinvolgimento più intenso proprio grazie al fatto che sia coinvolta tutta la corporeità.
Una particolare funzione degna di nota dell’azione del ridere è quella di sfogo di alcune emozioni come la tristezza, la rabbia e la preoccupazione che, diametralmente all’opposto della gioia e dell’allegria, vengono espresse attraverso la particolare modalità della risata nervosa.
Ridere e sorridere sono dunque due azioni che si collocano senza alcun dubbio alla base del nostro benessere ma che nelle nostre frenetiche ed angosciate esistenze rischiano di avere un posto sempre più marginale. Un tempo si diceva che un sorriso non costa nulla ma può fare molto ma forse stiamo perdendo anche questa consapevolezza e i nostri visi, riflesso di mille preoccupazioni spesso prive di fondamento, si fanno sempre più tristi e tesi. Occorre dunque riappropriarci del sorriso e insegnarlo ai nostri figli in modo da creare generazioni e comunità accoglienti e positive.Persona
Ridere e sorridere alla base del nostro benessere
- Dante B. (a cura), Manuale di Psicologia della Percezione, Edizioni Edicusano, Roma, 2021