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La magia dell’educare: da campana di vetro a porto sicuro

| Paola Matricardi | 2024

<<Essere stati amati così intensamente ci dà una sorta di protezione, anche quando la persona che ci ha amato non c’è più. E’ una cosa che ti resta dentro, nella pelle>> sono le parole che il preside della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, Albus Silente, rivolge a un undicenne Harry Potter dopo che il ragazzo è sfuggito a Lord Voldemort, terribile mago oscuro che già aveva provato ad ucciderlo quando aveva solo un anno. Proprio la morte della madre avvenuta per mano di Voldemort aveva dato al piccolo Harry una protezione potentissima. Queste sono anche le parole con le quali ha inizio la meravigliosa pubblicazione di Cristina Buonaugurio Manuale di incantesimi per apprendisti educatori. La psicologa e psicoterapeuta con il suo libro offre alcune piste di riflessione per genitori, insegnanti e in generale educatori, seguendo il filo della famosa saga di Harry Potter. I personaggi creati dalla scrittrice J. K. Rowling infatti ci danno modo di riflettere su alcuni concetti che ogni educatore dovrebbe avere sempre ben presenti. La storia di Harry Potter si intreccia con quella di altri ragazzi e con personaggi del mondo magico facendo emergere quanto sia importante l’influenza dei familiari e di altre figure significative nella crescita dei bambini e dei ragazzi e nella ricerca della loro identità.

Il compito educativo è indubbiamente tra i più difficili anche perché si fonda sul principio che non esiste una regola che vada bene in qualsiasi situazione. Come dice la Buonaugurio è necessario costruire il proprio specifico modo di stare accanto ad ogni singola vita che cresce, un modo che rispecchi il nostro essere ed allo stesso tempo rispetti il suo. Proprio come in un incantesimo sta all’educatore comprendere la natura specifica di ogni essere umano che gli è affidato e trovare il modo unico e originale per accompagnarla nella crescita e verso ciò che diventerà. Nella saga di Harry Potter, come anche nella nostra società, la famiglia e la scuola sono agenzie educative che rivestono un ruolo fondamentale e che ci mostrano l’influenza che facilmente possono esercitare nel fornire esempi e modelli da imitare ma anche comportamenti da evitare. Da qui capiamo chiaramente quanto sia importante innanzitutto essere testimoni credibili, esempi in carne ed ossa, a cui i ragazzi possano ispirarsi per imparare a dare un senso a quanto accade nella propria vita anche quando non corrisponde alle loro aspettative. Un altro compito magico, come lo definisce la Buonaugurio, che un educatore deve avere è essere base sicura per chi gli viene affidato, essere non una campana di vetro ma un porto dal quale salpare o al quale fare ritorno durante il lungo percorso di esplorazione che ogni bambino ed ogni ragazzo ha il diritto ed il dovere di intraprendere per poter diventare adulto. L’educatore deve, prima di ogni cosa, incarnare con amore la presenza rassicurante, la risposta sicura e l’aiuto necessario se vuole davvero accompagnare nella fase della crescita e non solo. Come suggerisce l’autrice del libro, a tutte le età ciascuno di noi ha bisogno di avere accanto persone che siano accessibili e cioè disponibili ad essere coinvolte nella relazione, emotivamente vicine ovvero capaci di una intimità psicologica che nasce dalla comprensione di quanto l’altro vive e dei suoi bisogni e responsive cioè in grado di attivarsi nella relazione per rispondere ai quei bisogni, ove possibile. In questo modo l’educatore riuscirà in quell’incantesimo senza bacchetta magica che permette ad ogni uomo di sperimentarsi nella libertà, scegliendo i propri stili ed i propri percorsi nel rispetto di sé e degli altri.
MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza
FOCUS
Educare è costruire con amore un modo specifico ed originale per accompagnare ogni individuo in crescita
BIBLIOGRAFIA
  • Buonaugurio C., Manuale di incantesimi per apprendisti educatori. Dalla saga di Harry Potter alcune piste di riflessione per accompagnare la crescita, Città Nuova Editrice, Roma, 2022
  • Bowlby J., Attaccamento e perdita, Bollati Boringhieri, Roma, 1992