L’intervento psicologico nella povertà
Recentemente il FMI (Fondo Monetario Internazionale) ha stimato che la pandemia che stiamo vivendo rischia di creare 100 milioni di nuovi poveri nel mondo. La povertà è una condizione che viene affrontata sul piano politico-economico e le sue conseguenze riguardano gli aspetti sociali ma anche quelli psicologici individuali, ha infatti effetti sulla salute mentale degli individui. Le analisi macroeconomiche confermano essere un fenomeno dovuto allo squilibrio nella distribuzione delle risorse fra i diversi contesti antropologici del nostro pianeta mentre gli studi in Psicologia riguardano soprattutto le conseguenze che essa produce sulle funzioni cognitive. Molte ricerche si sono focalizzate nella comprensione dei comportamenti individuali che tendono a far perpetuare la condizione di indigenza piuttosto che favorire azioni in grado di migliorare la propria condizione. I fattori personali sembrano essere determinanti nel causare condotte economicamente improduttive e sono riferibili a poca considerazione del benessere fisico e mentale, alla scarsa capacità di prendere decisioni adeguate soprattutto in campo economico. L’ONU, in una risoluzione del 1995, definisce la povertà come una condizione caratterizzata da possibilità economiche inadeguate a garantire una vita dignitosa, da una mancata soddisfazione dei bisogni primari, da un precario stato di salute, da esclusione sociale e da contesti abitativi non idonei. Tutto ciò comporta un notevole carico cognitivo derivante dallo stress indotto dalle precarie condizioni di vita, con ripercussioni sulle funzioni cognitive esecutive causa di un incremento di episodi depressivi e un accrescimento di produzione di cortisolo plasmatico, il c.d. ormone dello stress. Gli ambiti delle funzioni cognitive maggiormente interessati sono: l’attenzione, la memoria di lavoro e la capacità di autoregolazione. Da questo quadro risulta che una persona povera ha un rischio maggiore di malattia mentale rispetto a chi è economicamente più benestante, infatti la vita di una persona povera è molto stressante. Spesso si è testimoni o peggio vittime di violenze e di continui traumi dovuti ai contesti sociali e abitativi, inoltre aumentano i rischi di problemi di salute generale e di malnutrizione. È altrettanto vero il contrario, chi soffre di disturbi mentali, infatti, corre maggiori rischi di finire in povertà a causa dei costi sanitari più elevati, alle maggiori difficoltà di trovare e mantenere un lavoro, alla minore capacità produttiva e allo stigma e il conseguente isolamento sociale dovuti alla malattia mentale. In uno studio pubblicato su Lancet sono stati presi in esame diversi interventi economici effettuati da alcuni Stati campione in cui sono stati monitorati gli effetti sulla salute mentale dimostrando una sostanziale inefficacia di questi programmi governativi mentre sono stati rilevati miglioramenti consistenti quando gli interventi venivano indirizzati a migliorare la salute mentale. Gli interventi erano di vario tipo, dalla somministrazione di psicofarmaci a programmi di riabilitazione comunitaria e di educazione familiare, a psicoterapie individuali o di gruppo. Sono emerse conseguenze positive sul tasso di disoccupazione e sulla produttività che hanno portato a miglioramenti delle finanze familiari e alla stessa salute mentale. Gli autori hanno concluso che la disponibilità dei servizi di salute mentale non deve essere dunque vista solo come un diritto umano alla salute pubblica, ma anche come intervento fondamentale per lo sviluppo economico internazionale.
Persona
Benessere BioPsicoSociale
- Adamkovič, M., Martončik, M. (2017). A Review of Consequences of Poverty on Economic Decision-Making: A Hypothesized Model of a Cognitive Mechanism.
- Blair, C., Granger, D., A., Willoughby, M., Mills-Koonce, R., Cox, M., Greenberg, M., T. (2011). Salivary cortisol mediates effects of poverty and parenting on executive functions in early childhood. Child Dev.
- United Nations (1995). The Copenhagen Declaration and Programme of Action. World Summit for Social Development, 6-12 March 1995. New York, NY: United Nations.
- Vohs, K., D. (2013). The poor’s poor mental power. Science