Nostalgia e Gratitudine per accogliere il Natale ai tempi del Covid-19
Com’è strana la vita in questo caotico, distorto, sbagliato 2020. Nel frastuono ineluttabile del silenzio delle nostre strade, nelle case di riposo per gli anziani, nelle stanze di una terapia intensiva, è arrivato il Natale. Si sono accese timide lucine sul nostro impolverato albero, nascosto per dodici mesi sulle mensole del garage o della cantina. Quell’albero che ogni anno, costantemente, s’impegna a portare un nuovo scintillio, sebbene le coroncine di luci siano le stesse da anni. Quell’albero che ogni anno ci trova cambiati, diversi, cresciuti. E a quell’albero, che torna ad abitare le nostre case, è il caso, forse, di dirgli quello che sta capitando in questo sfortunato anno a questo sfortunato mondo. Potremmo, ad esempio, parlargli della nostalgia. Molti l’hanno descritta dicendo che “la nostalgia è, per sua stessa natura, agrodolce: i ricordi più felici intrecciati con la malinconia. Quella sua combinazione, quell’opposizione di forze, che la rende così coinvolgente, così travolgente. Persone, luoghi, eventi, tempi passati: ci mancano, e c’è un piacere nella mancanza…una tristezza nell’amore”. La nostalgia è dunque quel languore del cuore che oggi viene a decorare le case che si preparano ad accogliere la festa del Natale.
Quest’anno, la nostalgia è il sentimento predominante nei cuori di noi tutti. In noi fuorisede che brinderemo su Skype con gli amici di una vita. In noi genitori che attenderemo con ansia un messaggio al primo minuto dopo la mezzanotte. In noi operatori sanitari che stringeremo ancora più forti i nostri pazienti con le nostre mani nascoste da due paia di guanti, tentando di accorciare la distanza tra la malattia e la gioia del Natale, che arriva ineluttabile come ogni anno a raccontarci che c’è sempre una speranza per l’Umanità.
Quest’anno, la nostalgia, quel serbatoio di significato della nostra esistenza, deve però associarsi alla gratitudine. In diversi contesti la gratitudine è stata in grado di predire un maggiore benessere psicologico e fisico. Essere grati promuove benessere e un senso di vita più significativa, rafforzando gli aspetti trascendentali dell’esistenza (Emmons & Crumpler, 2000; Ruini e Vescovelli, 2013).
Quest’anno, è importante quindi tendere la mano alla positività, aprire la mente ai ricordi passati, per ripristinare le vecchie sensazioni di gioia, vicinanza e unione, riducendo quel distanziamento obbligatorio e tornando a vivere un Buon Natale!
Persona: i fattori protettivi della salute
- Emmons, R. A., & Crumpler, C. A. (2000). Gratitude as human strength: Appraising the evidence. Journal of Social and Clinical Psychology, 19(1), 56–69.
- Ruini, C., & Vescovelli, F. (2013). The role of gratitude in breast cancer: Its relationships with post-traumatic growth, psychological well-being and distress. Journal of Happiness Studies, 14(1), 263–274