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Dal gioco al videogioco: rischi e benefici

| Federica Nobile | 2020

Il gioco rappresenta un momento essenziale nello sviluppo e nella crescita dell’individuo e lo accompagna, in varie forme e applicazioni, durante tutto l’arco di vita. Attraverso il gioco rafforziamo le abilità motorie, cognitive e relazionali e troviamo i primi elementi per porre le basi della nostra identità personale e sociale. Con il gioco accediamo alla dimensione del “come se” nella quale possiamo esprimerci liberamente, sperimentare l’onnipotenza e sviluppare la nostra capacità creativa e immaginativa, dovendo comunque rispettare delle regole che ne garantiscono il contesto, i tempi e le modalità.

Nel panorama ludico attuale un ruolo predominante lo hanno i videogiochi, definibili come giochi digitali mostrati a video, in cui sono presenti tutte le caratteristiche essenziali di un gioco classico: un obiettivo (esito specifico dell’attività ludica), una serie di regole che impongono limiti ai giocatori, un sistema di feedback che informa circa i progressi fatti e la volontarietà della partecipazione.

Rispetto al gioco classico, il videogioco, nonostante presenti un maggior rischio di sviluppare fenomeni di dipendenza o di disregolazione emotiva e/o comportamentale, presenta alcuni vantaggi e possibilità di apprendimento che lo portano ad essere uno strumento dell’elevato potenziale educativo, relazionale e riabilitativo.

L’utilizzo dei videogiochi sembra avere un impatto positivo sullo sviluppo e il mantenimento di diverse abilità cognitive; infatti, durante l’attività videoludica è possibile rintracciare l’attivazione specifica di molteplici processi cognitivi quali: il ragionamento induttivo, tramite il quale il giocatore individua gli ostacoli, ne comprende la natura e identifica i modelli comportamentali da mettere in atto all’interno dei vincoli posti dal gioco; il processamento delle informazioni in parallelo consente al giocatore di prestare attenzione e utilizzare le molteplici informazioni che simultaneamente provengono da più fonti; la capacità di integrazione spaziale permette di adattare un’immagine o uno schema a diverse prospettive al fine di superare gli ostacoli posti dalla dinamica di gioco; il processo seriale e la pianificazione delle strategie da mettere in atto tenendo conto delle risorse a disposizione e dell’ambiente circostante.

Tramite i videogiochi è possibile migliorare le proprie abilità di coordinazione visuo-motoria, i tempi di reazione, le abilità spaziali e l’attenzione divisa; tali strumenti sono infatti spesso utilizzati nella riabilitazione degli anziani e dei bambini e nelle esercitazioni professionali di diverse categorie professionali, in particolare chirurghi e militari.

Grazie alla loro strutturazione e al sistema di feedback costante e progressivo, i videogiochi hanno il potere di gratificarci e di aumentare il nostro senso di autoefficacia, facendoci sentire meglio. Consentono inoltre socializzazione e cooperazione sia con persone fisiche con le quali si condivide un momento di gioco che con migliaia di giocatori presenti online; questo a volte permette di alleviare alcune difficoltà relazionali e può essere un punto di partenza da utilizzare nel processo di risocializzazione dell’individuo.

Per concludere, il videogioco, come ogni altro strumento o possibilità, presenta in potenza rischi e benefici e di entrambi bisogna tenere conto; è uno strumento potente che, se ben utilizzato e armonizzato nel contesto di sviluppo individuale, può portare a benefici importanti.
MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza
FOCUS
Figli e videogiochi
BIBLIOGRAFIA
  • Greenfield P., Mente e media. Gli effetti della televisione, dei computer e dei videogiochi sui bambini, Armando Editore, Roma, 1984.
  • McGonigal J., La realtà in gioco. Perché i giochi ci rendono migliori e come possono cambiare il mondo, Lavis (TN), Apogeo, 2011.