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Mobbing familiare

| Flavia Adalgisa Di Stefano | 2020

Il termine mobbing è stato coniato negli anni ’70 dall’etologo Konrad Lorenz, per indicare un particolare comportamento aggressivo tra individui della stessa specie, con lo scopo di escludere un membro dello stesso gruppo. Con tale termine si è soliti indicare quelle condotte vessatorie reiterate verso un lavoratore a opera di superiori e colleghi. Prendendo in prestito il termine dal contesto lavorativo, l’espressione mobbing familiare indica l’atteggiamento perpetrato in famiglia di costante delegittimazione del coniuge allo scopo di minarne l’autostima.

È un fenomeno complesso e ancora poco conosciuto celato dentro le mura domestiche e difficilmente portato alla luce. È necessario fare una distinzione tra mobbing coniugale e mobbing familiare.

Il mobbing coniugale si manifesta quando uno dei due partner utilizza sistematicamente una modalità accusante nei confronti dell’altro, cercando di colpirlo nelle sue fragilità con lo scopo di sminuirlo e umiliarlo. Gli attacchi possono includere prevaricazioni atte a escludere l’altro, per esempio dalla gestione economica,  pressioni affinché lasci il tetto coniugale, oppure realizzarsi in termini morali, come il rifiuto al dialogo, all’intimità o il disinteresse totale per le attività del coniuge.

 Il mobbing familiare si attua solitamente dopo un divorzio o una separazione. Spesso, oltre alle prevaricazioni sulla singola persona, vengono coinvolti anche i figli. Si potranno ritrovare facilmente delle modalità comportamentali, quali prese di posizione per delegittimare il partner con il fine di sminuirlo agli occhi del figlio, così come veri e propri sabotaggi atti a impedirne la frequentazione, spesso associati a minacce. Lo scopo di queste pratiche è ottenere una sorta di rivendicazione, interrompendo in via permanente il legame tra il figlio e la parte lesa. Il mobbing familiare può portare a danni nella sfera psicofisica della persona, possono sfociare in una sindrome ansioso-depressiva o in un disturbo post-traumatico da stress, possono presentarsi stati di angoscia, senso di inefficienza, diminuzione dell’autostima, disturbi gastrointestinali, del sonno e sessuali, che non di rado diventano così limitanti da richiedere un intervento di tipo farmacologico o psicoterapico specifico.

Difendersi dal mobbing familiare non è facile poiché spesso le violenze vengono taciute e tenute nascoste per paura di vendette o di minare la ormai compromessa unità familiare. È tuttavia essenziale tenere presente che questa violenza psicologica è punibile penalmente, anche tramite denuncia dei singoli reati che andranno poi a costituire la sanzione unitaria.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
Mobbing
BIBLIOGRAFIA