Narciso e l’arte
Narciso, protagonista nelle opere di 3 artisti, interpretato nella lettura del rapporto tra il Sé e l’altro attraverso lo specchio dell’anima – nella storia dell’arte ci sono molte opere che prendono in prestito questo mito, ma che allo stesso tempo affrontano i temi del potere, dell’erotismo, dell’intimo…
Si narra che Narciso sarebbe vissuto a lungo a patto che non guardasse mai il suo riflesso. Ma che succede quando incontra l’acqua? Questa diventa uno specchio naturale, non può essere coperta.
Dal mito greco alle Metamorfosi di Ovidio, possiamo trovare anche nell’Antica Roma le prime raffigurazioni di Narciso: nelle ville di Pompei se ne contano più di quaranta! Probabilmente questo tema suscitò interesse in artisti e committenti: la maggior parte di queste rappresentazioni presenta Narciso intento ad ammirare la sua bellezza nel riflesso d’acqua.
- Il Narciso raccontato da John William Waterhouse (nel dipinto Eco e Narciso, 1903, ubicato presso la Walker Art Gallery, Liverpool) è pieno di meraviglia e di stupore: veniamo catapultati in uno scenario che sembra uscito da un sonetto di Shakespeare, con la particolarità del triangolo di sguardi Eco-Narciso-Acqua (con la ninfa Eco malinconica, perché non ricambiata nel suo sentimento d’amore).
L’artista preraffellita, tratta soprattutto i temi della mitologia classica, oltre ai soggetti storici o letterari - Il noto dipinto Narciso (1597-1599, ora esposto presso Palazzo Barberini a Roma) di Caravaggio è ritratto solitario in una posa spontanea, sembra un’immagine fotografica con un fondale scuro di stampo teatrale - tipico dell’artista - dove emerge come protagonista l’immagine di Narciso. Il giovane è assorto nella contemplazione di sé stesso. L’artista nello specchio d’acqua, riflette ogni particolare della veste del giovane. Il dipinto racconta il momento in cui Narciso capisce che non può riunirsi alla sua immagine.
L’opera prende ispirazione da particolari di vita quotidiana della Roma di fine Cinquecento, legata a temi della mitologia classica, preludio alla raffigurazione di storia di poco posteriore. - L’artista Salvador Dalì raffigura un doppio: ne La Metamorfosi di Narciso (opera del 1937, conservata nella Tate Gallery di Londra), il pittore descrive come dal corpo morente si crei un doppio, che però, come una rinascita, diventa la forma di una mano che stringe un uovo da cui emerge un fiore. Questo fiore è il narciso, un fiore forte e delicato. Dalì, rispetto agli altri, ci mostra il momento della metamorfosi, la parte finale del mito, come nel dipinto è raffigurato il tramonto, la fine di una giornata.
Queste opere, anche se diverse, ci parlano di forza, indipendenza ed egoismo, ma allo stesso tempo, raccontano la solitudine dell’anima. I tre artisti, in modo diverso, hanno voluto rappresentare la natura umana, in continua lotta con sé stessa e con l’altro.
Nel mito, è toccante il momento in cui Narciso capisce che per lui ormai c’è solo la morte, essendosi innamorato di sé stesso: una consapevolezza che lo porterà ad esclamare “Ma quello sono io! L’ho capito e non m’inganna più la mia immagine; brucio d’amore per me: accendo e subisco la fiamma. [..] Ormai il dolore mi sottrae le forze e non mi resta più molto da vivere, e mi spengo nel fiore della giovinezza.”
Persona, Arte
Narcisismo
- AA.VV., Miti e personaggi del mondo classico : dizionario di storia, letteratura, arte, musica,
- B. Mondadori, 2004; AA.VV., Galleria nazionale d'arte antica: Palazzo Barberini, i dipinti : catalogo sistematico,
- L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2008;
- www.arte.it
- www.treccani.it
- www.artribune.com