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Il manager coach

| Massimiliano Sparro | 2020

Il coaching, nato nell’ambito sportivo, è divenuto uno strumento estremamente popolare nel mondo aziendale per i punti in comune che i due mondi condividono: l’orientamento all’obiettivo, la massimizzazione della performance, l’ottimizzazione delle risorse, la flessibilità nel gestire situazioni impreviste.

Nel caso poi si dovessero gestire team aziendali, le capacità di supportare e motivare le persone risultano fondamentali, così come accade per un coach sportivo: per questo motivo il manager che ha anche competenze da coach ha assunto un ruolo sempre più richiesto e affermato nei contesti organizzativi.

Il coaching, infatti, può essere un ottimo strumento, sia usato singolarmente che in abbinamento con altri metodi come la formazione, l’outdoor training, il training on the job, ecc.., per lo sviluppo delle persone e l’aumento della qualità delle loro performance.

Considerando l’evoluzione dei contesti lavorativi, elementi come il tempo, l’accountability del personale, la proattività e la responsabilità condivisa per il successo di gruppo, incidono fortemente sul raggiungimento degli obiettivi individuali e aziendali. Integrando le competenze di coaching, un manager può supportare quotidianamente le persone del suo gruppo nell’individuare le proprie sfide, le risorse e il modo per superarle, evitando di imporre degli approcci personali che potrebbero rivelarsi inefficaci e improduttivi.

Un approccio manageriale di questo tipo permette di far esprimere e valorizzare le potenzialità delle persone; tale modalità, se agita quotidianamente, porterebbe a lungo termine alla crescita individuale e culturale dell’organizzazione e a  un’accelerazione del cambiamento nel breve e medio termine.

Spesso un manager indica i propri collaboratori cosa dover fare e come, portando a un apprendimento modesto, a una riduzione dell’iniziativa e dell’autonomia personale. Questo approccio satura le risorse personali del manager e riduce la sua efficacia nella delega, portando detrimento anche al business aziendale.

C’è una frase di Cyril Houle che recita: “se insegni a una persona cosa imparare, prepari quella persona per il passato. Se insegni a una persona come imparare, stai preparando quella persona per il futuro”.

Come i manager, anche i leader e chi promuove una vision hanno la necessità di preparare le proprie risorse per affrontare con flessibilità il futuro: l’uso della competenza di coaching può portare a una cultura dell’apprendimento e a una crescita interna autosostenibile: citando Maturana, a un’autopoiesi dell’organizzazione, a favore di un suo vantaggio competitivo nel mercato in cui opera. Il fattore economico è fondamentale per un’azienda e la valutazione di un ritorno discrimina l’adozione di uno strumento di sviluppo: il ROI del coaching in opportune condizioni può variare da 100 al 600%; questo ha ulteriormente promosso l’interesse e l’applicazione del coaching in azienda. Per approfondimenti sulle ricerche rimandiamo alla recensione di Osborne indicata nella bibliografia.
MACRO AREA TEMATICA
Lavoro
FOCUS
Coaching
BIBLIOGRAFIA
  • Maturana, H. R., & Varela, F. J. (1980). Autopoiesis and cognition: The realization of the living. Dordrecht, Holland: D. Reidel Pub.
  • Emerson, B., & Loehr, A. (2019). A manager's guide to coaching: Simple and effective ways to get the best out of your employees. New York: AMACOM.
  • Goldsmith, M., Lyons, L., & McArthur, S. (2012). Coaching for leadership: The practice of leadership coaching from the world's greatest coaches. San Francisco, CA: Jossey-Bass.
  • Hargrove, R. A. (2008). Masterful coaching. San Francisco: Jossey-Bass.
  • Osborne, M. What’s the Roi of Coaching. Toronto.