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Beyond the illness: salutogenesi e nuove prospettive di benessere

| Rossella Mattea Quinto | 2020

Già nel 1954 il noto psicologo statunitense Abraham Maslow scriveva: “la scienza della psicologia ha avuto molto più successo studiando gli aspetti negativi, piuttosto che quelli positivi. Ha rivelato molto circa le carenze dell’uomo, le sue malattie, i suoi peccati; ma poco si è espressa in merito alle sue potenzialità, le virtù, le sue aspirazioni realizzabili e la sua piena altezza psicologica. È come se la psicologia si sia volontariamente limitata a solo metà della sua legittima giurisdizione, scegliendo, tra l’altro, quella più oscura, quella più cattiva”.

A partire dal secondo dopoguerra, la psicologia ha cominciato a riappropriarsi delle bellezze della sua ancestrale materia di studio: l’essere umano. Le domande alla base di una tale, quasi naturale, rivoluzione sono state molteplici. Perché focalizzarsi solo sui fattori che concorrono alla creazione e all’insorgenza di uno stato di malattia? Perché valorizzare quegli aspetti che contribuiscono alla nascita di un evento mentale lontano dalla norma, lontano dal suo autentico funzionamento?

Nel 1979 Aaron Antonovsky intese intervistare i sopravvissuti ai campi di concentramento, nel tentativo di delineare quali fossero stati gli elementi psichici e mentali che li aiutarono a mantenersi in vita all’interno di un ambiente ai limiti del tollerabile. A questo punto, l’autore cominciò a parlare alla comunità scientifica utilizzando il termine di salutogenesi con lo scopo di rimpiazzare le innumerevoli voci accademiche che quasi facevano a gara su chi fosse il migliore a delineare gli elementi alla base del processo patogenetico di una psicopatologia. La salute, il benessere, non sono semplici condizioni di assenza di malattia, ma obiettivi raggiunti attraverso la capacità di mantenere il proprio senso di coerenza all’interno dell’ambiente. Per senso di coerenza Antonovsky intendeva propriamente la tendenza a volgere verso la realtà uno sguardo ricco di senso e significato, una forza intrinseca a saper gestire e comprendere tutte le esperienze sensibili che intercettano quel flusso ineluttabile e imprevedibile dell’esistenza umana.

Certo è che il senso di coerenza di Antonovsky non è stato l’unico costrutto che nel corso degli anni ha appassionato i giovani ricercatori di psicologia. Una mole sostanziale di studi successivi hanno aiutato la comunità scientifica ad assaporare la bellezza e il fascino dell’uomo, lo stesso in grado di risistemare la propria vita in qualsiasi momento, quello che accetta l’esistenza, si impegna nelle sfide e nelle avventure, sfoggia resilienza e hardiness nelle difficoltà, dedica alla compassione e al perdono le sue energie.

All’interno di tale prospettiva, l’uomo diviene riconoscente verso se stesso, le proprie virtù, i propri punti di forza; si impegna nel corso della sua stessa esistenza a ricercare, indefesso, il senso e il significato che scandiscono i suoi giorni, come in una immensa e straordinaria avventura.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
Prospettive e definizioni per la salute
BIBLIOGRAFIA
  • Antonovsky, A. (1979). Health, Stress and Coping. San Francisco: Jossey-Bass.
  • Maslow, A. H. (1954). Motivation and personality. New York: Harper.
  • Wood, A. M., & Johnson, J. (2016). The Wiley Handbook of Positive Clinical Psychology. West Sussex, UK: John Wiley & Sons.