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Il digitale va a scuola

| Paola Matricardi | 2021
La pandemia ha raccolto e dato un forte impulso a quelle che, fino a  poco tempo fa, chiamavamo “sfide del futuro”: l'apertura al digitale  e all'utilizzo di nuove tecnologie e metodi innovativi. Ciò è avvenuto in ogni campo, in particolare nel mondo aziendale ma soprattutto nella scuola che, fortunatamente, si stava già preparando ad indossare un nuovo abito.  Tra le otto competenze chiave per l'apprendimento permanente, le Raccomandazioni UE del 2006 e del 2018 identificano come competenza di base quella digitale. Essa è intesa non solo come uso delle tecnologie digitali ma piuttosto come il loro utilizzo con spirito critico e responsabile per apprendere, lavorare e partecipare alla vita sociale (cfr. A.M. Di Nocera – I. Pepe, 2020). La competenza digitale include l'alfabetizzazione informatica e digitale, la creazione di contenuti  comprese la programmazione e la sicurezza, ma soprattutto l'alfabetizzazione mediatica, in particolare l'uso di internet e dei social media (media education). Alla luce di queste indicazioni, la scuola si è, per così dire, attrezzata in vario modo per rispondere al meglio a queste nuove linee di sviluppo, si è dotata di strumentazioni multimediali e telematiche messe a disposizione di tutto il personale scolastico previa opportuna formazione.  Tra le novità previste dal Piano Nazionale Scuola Digitale  (PNSD), promosso e finanziato dal MIUR e in parte dal Fondo Sociale Europeo ed entrato in vigore alla fine del 2015, emerge la figura dell'animatore digitale, un insegnante con una spiccata propensione a questa nuova cultura, opportunamente formato, preposto ad assumere un ruolo organizzativo e di coordinamento per introdurre, in collaborazione con il team dedicato e con tutti gli altri attori del sistema scolastico, l'innovazione informatica e tecnologica nella propria scuola e dunque mettere in condizione studenti, insegnanti e famiglie di stare al passo con i tempi.  Quando si parla di scuola digitale ci si riferisce all'insieme di interventi finalizzati a potenziare la qualità dell'insegnamento non solo attraverso la diffusione e l'incremento delle competenze informatiche ma soprattutto con la loro applicazione alle strategie educative. Non ci si riferisce infatti solo all'introduzione di LIM piuttosto che di tablet quanto all'approccio digitale alla conoscenza, all'apprendimento, alla didattica. Si parla di ambienti digitali, di laboratori creativi come il Thinkering e così via. Nasce quindi una nuova sfida: modificare in parte l'approccio alla didattica delle discipline con il preciso intento di trasformare i contenuti culturali e disciplinari consolidati. La comunità scolastica può finalmente sfruttare tutte le potenzialità che il WEB e le tecnologie informatiche  offrono, come il poter aderire a circuiti di formazione a distanza, gruppi virtuali, fare parte di reti di scuole per l'aggiornamento del personale e, in breve, poter sfruttare tutte le opportunità date dall'interconnessione che la Rete consente. Le esperienze digitali possono dare dunque vita a nuovi stili cognitivi in ambienti di apprendimento più stimolanti che possano portare a risultati diversificati individuali e di gruppo.
MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza
BIBLIOGRAFIA
  • A.M. Di Nocera e I. Pepe, Compendio delle nuove avvertenze generali e metodologie didattiche, Edizioni Simone, 2020
  • A.M. Pescosolido, Le competenze digitali, IRASE, 2019