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La solidarietà tra i banchi di scuola

| Paola Matricardi | 2021

Nelle definizioni che vengono date riguardo al termine solidarietà spesso si fa riferimento ad un legame che unisce più individui, in rapporto a una concordanza di idee e di aspirazioni e alla volontà di sostenerle in comune ed inoltre al senso di partecipazione alle difficoltà o alle sventure altrui.

In questo modo di definire la solidarietà si possono ritrovare alcune parole chiave significative: legame, concordanza, volontà, partecipazione.

Oggi questi termini sembrano essere stati accantonati. I forti e rapidi mutamenti sociali e valoriali, i grandi vuoti che si verificano nel processo di socializzazione, la dissoluzione dei legami, l’incapacità e l’impossibilità di fermarsi a pensare, i sempre più frequenti atteggiamenti di competizione e di auto-affermazione sugli altri, stanno diventando i principali elementi della formazione alla vita dei giovani.

Ci si chiede dunque come si possa fermare tutto questo e riportarlo ad una dimensione fondata sui valori, quei valori con la V maiuscola che formano l’uomo a sentirsi in (e a cercare la) relazione con gli altri uomini, a lavorare insieme con essi per il bene della propria comunità, a condividere profondamente aspetti positivi e negativi dell’esistenza, ad impegnare le proprie energie per vedere realizzati concretamente obiettivi condivisi.

Le risposte a questa domanda potrebbero essere molteplici, ma, parlando di giovani, quella che viene subito in mente è la cura dell’uomo a partire dalla sua infanzia e adolescenza.

La scuola è ancora oggi – anche se con diverse difficoltà – uno degli agenti formativi più accreditati, da cui ci si aspetta maggiormente attenzione nell’educazione ai valori etici di convivenza sociale.

La solidarietà dunque, valore fondamentale legato alla crescita del giovane, può trovare terreno fertile tra i banchi di una classe soprattutto se intesa come educazione alla giustizia sociale, alla non-violenza, alla legalità, all’attenzione alla qualità della vita ed alla crescita di beni comuni.

Come sempre, tradurre in pratica ciò che a livello concettuale è facile esprimere, può mettere dei freni e creare dei dubbi su quale sia il percorso migliore da intraprendere. Probabilmente le strade sono tante ed i contesti italiani in cui sono inserite le scuole sono svariati e con differenti problematiche; è certo però che vi siano, così come nel caso dei valori citati, alcune modalità ed accorgimenti validi a livello generale per poter consentire ai ragazzi di vivere l’esperienza scolastica come una fase non solo di costruzione del proprio sapere e della propria professionalità ma anche di crescita personale nella capacità relazionale e come cittadini che possono e devono contribuire – anche attraverso piccole azioni quotidiane – al miglioramento delle condizioni di vita della comunità di appartenenza.

Assume un’importanza prioritaria:

-        il lavoro di costruzione del gruppo-insegnanti che dovranno portare avanti obiettivi ed interventi realmente condivisi e partecipati, partendo da un’accurata analisi dei bisogni e del contesto, una puntuale progettazione anche delle attività valutative;

-        lavorare sul gruppo-classe, recuperando la relazione di interdipendenza tra studenti, e  ribaltando la classica impostazione sulla relazione studente-insegnante o studente-contenuti. L’interazione studente-studente, se curata, promossa e utilizzata dall’insegnante in maniera opportuna, può rivelarsi efficace anche per risolvere alcuni aspetti problematici della vita di classe. Favorire la conoscenza reciproca, lavorare sulla profonda accettazione dell’altro, del compagno, può favorire l’integrazione degli studenti che sono o che si sentono emarginati dal gruppo dei compagni, riducendo i rischi di un definitivo isolamento. Cercare di instaurare lentamente in classe un clima di fiducia reciproca, di rispetto e valorizzazione delle diversità attraverso un’educazione all’ascolto e all’accoglienza, è un primo passo per la formazione dell’uomo solidale;

-        sollecitare la formazione del volontariato e delle altre realtà di Terzo Settore che operano sul territorio e nelle scuole affinché siano adeguatamente competenti nel rapporto con i giovani, sappiano rilevare e leggere i bisogni, siano attenti alla realtà;

-        creare, accanto a momenti formativi e di riflessione, occasioni di concreto collegamento tra i giovani ed il territorio. Sollecitare in essi la conoscenza approfondita delle realtà di volontariato e del Terzo Settore in generale, ma anche delle istituzioni e di tutte quelle entità che operano nella comunità, è di aiuto nella costruzione di una idea di solidarietà e di cittadinanza  più aderente alla realtà rispetto a quella veicolata dai media.

La scuola dunque può diventare luogo privilegiato per la diffusione della solidarietà intesa soprattutto come nuova proposta di educazione alla cittadinanza e attraverso una formazione continua a partire dalla persona stessa.

MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza