San Valentino, tra leggenda e arte
E’ febbraio e quale migliore occasione per festeggiare l’amore, in particolare il giorno di San Valentino?
Se per molti il giorno di San Valentino è il momento perfetto per scambiarsi dolci effusioni e dichiarare il proprio amore, può essere interessante scavare nella storia di questa ricorrenza e nella leggenda del Santo.
La festa di San Valentino viene istituita nel 496 d.c. da Papa Gelasio I, per un gesto di convenienza: infatti il vero scopo del Pontefice era far "sparire" una festa pagana che diventava sempre più imbarazzante e poco aderente alla moralità cristiana, per quello ci mette un Santo.
I Lupercalia erano tradizionali riti pagani per la fertilità, che venivano celebrati a metà febbraio. Il 15 febbraio era il giorno dedicato al Dio della fertilità Luperco; una giornata che prevedeva festeggiamenti senza freni. Il Papa decise quindi di annullare la festa pagana decretando il culto per il santo patrono dell’amore e anticipando il tutto di un giorno.
Ma perché proprio San Valentino? Secondo alcuni, il Santo sembra essere legato alla storia d’amore tra un prigioniero e la figlia del custode della prigione dove il giovane era recluso. La storia, legata ai miracoli del Santo, narra che il detenuto pregò così tanto per l’amata che la giovane non vedente riacquistò la vista.
Secondo altre storie, San Valentino fu il primo a celebrare l’unione tra una cristiana e un legionario pagano. Il vescovo, però, pagò cara questa decisione e fu giustiziato, diventando così simbolo dell’amore.
Ma c’è un’altra leggenda: il santo avrebbe donato una somma di denaro a una giovane donna che, altrimenti, non si sarebbe potuta permettere il matrimonio rischiando così la perdizione, vista la mancanza di altro sostegno.
Visto che appunto San Valentino è la festa degli innamorati, quale migliore occasione per scoprire le storie più belle d’amore della storia dell’arte? Vi racconto “in pillole” quelle che mi sono sembrate più curiose.
- Kahlo-Rivera, storia di un amore folle.
“Ho avuto due gravi incidenti nella mia vita. Il primo fu quando un tram mi mise al tappeto, l’altro fu Diego”. Frida e Diego si incontrarono per la prima volta nel 1922 e sette anni dopo quel giorno, si sposarono. Fu amore a prima vista, ma il loro rapporto fu attraversato dai reciproci tradimenti. Frida era romantica, passionale, attaccata alla vita e all’amore.
Altri drammi resero più difficile la loro unione, come il desiderio irrealizzabile di una famiglia. - Modigliani e Jeanne, i colori della passione.
Un rapporto difficile fatto di passione e amore quello di Modì e Jeanne, e dall’impazienza di un pittore che non riusciva a vendere una sola tele e affogava i dolori nell’alcol. Dall’altra parte una ragazza timida e paziente che gli amici di Modigliani ritenevano scialba e senza appeal. Un amore testimoniato anche dalle moltissime tele dedicate alla donna che, fra le tante, fu la più importante. - Dante Gabriele Rossetti e Elizabeth Siddal, amore bohémien.
Pittori e poeti entrambi, Elizabeth Eleanor Siddal e Gabriel Dante Rossetti sono una delle storiche coppie degli amori dannati. L’estro del pittore che aveva fondato i Preraffaelliti e la bellezza malinconica della tragica modella dai lunghi capelli rossi. Un genio, squattrinato ma intrigante, una donna brillante ma fragile, che si sono amati e feriti nella Londra vittoriana. - Gustav Klimt e la sua musa Emile Flöge.
Non sappiamo molto della relazione di Gustav Klimt con una delle donne più importanti della sua vita: Emile Flöge. Non è certo se Gustav e Emilie avessero una relazione vera e propria. Non ci sono prove concrete, dalle numerose lettere, cartoline e documenti emerge un legame intimo. Secondo le chiacchiere dell’epoca la coppia del “Bacio” dovrebbe rappresentare proprio loro due. Resta il fatto che né il pittore né la stilista si siano mai apertamente pronunciati sulla loro storia.
Klimt ebbe molte relazioni (si narra di oltre 14 figli illegittimi), specialmente con modelle e committenti, ma Emile gli rimase accanto per tutta la vita. - Picasso e Dora Maar, quando l’amore è morboso.
Henriette Theodora Markovitch, nota come Dora Maar, nel ricordo dei posteri è stata l’amante e la musa di Pablo Picasso. Dora Maar non fu solo questo: fu un’artista, una fotografa e modella di successo; una donna che poteva essere molto di più di quello che fu se solo non si fosse smarrita nel labirinto cubo-surrealista di Picasso.
La loro relazione durò quasi 9 anni e come era già accaduto nelle precedenti storie, fu Picasso a lasciarla, visto che nel 1943 aveva incontrato la giovane Françoise Gilot. Dora era troppo fragile, troppo presa dal genio; Picasso non voleva lasciare la moglie, Marie-Thérèse Walter, e poi arrivò la Gilot a fargli girare la testa. La Maar era provata di elemosinare insieme altre donne le attenzioni del “grande artista”.
Tradizione, festa
Festa e innamorati