Il Carnevale Romano
Il Carnevale è una festa che, pur non essendo religiosa, si celebra principalmente nei paesi di tradizione Cattolica, essendo connessa ad alcune festività religiose. La festa inizia la Domenica di Settuagesima, ovvero la prima delle nove che precede la Settimana Santa, nel periodo precedente il Mercoledì delle Ceneri e la Quaresima.
Ha origine da alcune feste pagane quali i Saturnali dell'Antica Roma, in cui gli schiavi erano eccezionalmente elevati al rango di padroni. Tipico è l’utilizzo dalle maschere, dall'interpretare solo in questa occasione, qualcuno diverso da chi si è realmente.
Le origini del Carnevale Romano risalgono al Medioevo, dove i giochi si svolgevano nella Platea in Agone, quindi nell'attuale Piazza Navona, ma fu sotto il Pontificato di Papa Paolo II (1464-1471) che la festa crebbe di importanza. Il Pontefice veniva da Venezia, città dove già esisteva uno dei più popolari Carnevali al mondo. Il nuovo Pontefice volle che Roma non fosse da meno e focalizzò le celebrazioni nell'area di Palazzo Venezia, e della limitrofa Via del Corso (quella che un tempo era la Via Lata) e fu così tanto promosso questo Carnevale, che divenne più famoso e rinomato di quello veneziano.
La città diventava per alcuni giorni teatro di spettacoli, feste, giochi, processioni, scherzi e tutto ciò che concorreva ad alimentare un clima di libertà e stramberia, compresa la moda di mascherarsi.
Su Via del Corso si correva la corsa dei Barberi, dove cavalli berberi erano fatti correre lungo l'intera via partendo da Piazza del Popolo e ripresi a Piazza Venezia, ma numerosi furono i casi di incidenti e di morti cruente che ancor più eccitavano la folla; nel 1665 Papa Alessandro VII Chigi (1655-1667) fece allargare una parte di Via del Corso, per rendere più agevole il percorso.
Quella dei cavalli non era però l'unica corsa che vi si svolgeva, e il Papa Paolo II fece istituire altre singolari competizioni: il primo lunedì correvano gli Ebrei, dopo aver mangiato in abbondanza in modo da essere meno veloci; il primo martedì i bambini Cristiani; il mercoledì i giovani Cristiani; il Giovedì Grasso gli anziani di età superiore ai 60 anni; il secondo lunedì gli asini; il Martedì Grasso le bufale. Oltre a questi, si alternavano ai cavalli, corse di nani, zoppi e deformi.
Via del Corso non era l'unico dei luoghi in cui sfilavano le maschere, camuffati principalmente dai principali personaggi della Commedia dell'Arte: oltre a maschere di calibro nazionale quali il medico, il brigante e il nobile decaduto, sfilavano anche quelle più tipiche di Roma, come Rugantino, Meo Patacca, Cassandrino…
Una nuova usanza caratterizzò il Carnevale Romano, la “Corsa dei Moccoletti”, una corsa serale in cui i partecipanti reggevano delle candele e stava a loro spegnerle agli avversari. Un dipinto di Ippolito Caffi nell’Ottocento, ricorda quest'usanza.
Tra i numerosi letterati che hanno lasciato testimonianza del Carnevale Romano c'è anche Goethe, che narra quanto fosse difficile descrivere tutta la massa festosa. Suggestionò altri artisti come Dumas e Henry James. Il pittore Gericault nel suo soggiorno romano scelse il Carnevale come soggetto di molte tele.
Questo tipo di Carnevale Romano non ebbe luogo tutti gli anni, perché diversi eventi potevano causarne la sospensione. Ad esempio nel 1829 non si svolse per via della morte del Papa Leone XII (1823-1829), mentre nel 1837 non ebbe luogo a causa di un'epidemia di colera.
La decadenza di questa festa si ebbe a partire dal 1870, con l'annessione di Roma al Regno d'Italia, quando i Piemontesi iniziarono a limitare fortemente il Carnevale Romano per ragioni di ordine pubblico, dal momento che erano molti gli incidenti che si verificavano nei giorni della festa.
Arte, tradizioni
Carnevale, festa, arte
- SANFILIPPO M., Il carnevale di Roma, Milano 1991
- GREGOROVIUS F., Passeggiate romane, Roma 1985
- PREMOLI B., Ludus Carnelevarii. Il carnevale a Roma dal secolo XII al secolo XVI, Roma 1981