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Affrontare la “pressione” nell'attività sportiva con la mindfulness

| Antonio Finocchiaro | 2021

Matthew Syed, giornalista e autore di libri sull’High Performance, per molti anni numero 1 inglese del Tennis da tavolo, in un’intervista su Channel 4 News (importante notiziario britannico), ha affermato: “Credo che la maggior parte degli sportivi non d’élite possa comprendere che il momento che ti cambia la vita è anche quello in cui probabilmente farai delle sciocchezze …… devi sostenere un importante colloquio di lavoro, stai per parlare con la donna dei tuoi sogni, all’improvviso non sei più in grado di fare nulla”.
Successe proprio a Syed mentre gareggiava alle Olimpiadi di Sydney, “Invece di agire in modo automatico usando il subconscio, che è un esecutore molto efficiente di compiti complessi, (le persone che soffocano) adoperano il controllo conscio, ma in questo modo interrompono il lavoro fluido del subconscio”.
L’allenatore di tennis Nick Bollettieri ha definito questa condizione Effetto Millepiedi, se un millepiedi dovesse pensare a coordinare tutte le sue gambe si paralizzerebbe a causa della complessità del compito.
Questa condizione crea un circolo vizioso di auto-giudizio, rigidità, aggressività, chiusura e paura impedendo la gestione delle pressioni che, invece, richiederebbe calma profonda, concentrazione sul proprio compito, sulla zona d’azione.
Ciò vale nello sport come nel mondo degli affari.
La direzione dei pensieri crea stati emotivi che determinano i comportamenti e quindi le performance.
Controllando i nostri pensieri possiamo gestire le emozioni e quindi migliorare le performance.
Le tecniche di rilassamento e di respirazione utilizzate nella Mindfulness sono molto utili a consentire alla persona di governare le proprie sensazioni.
Queste tecniche che si sono dimostrate efficaci anche in situazioni di grave sofferenza dovuta alla sensazione di perdita del controllo, come negli attacchi di panico, hanno rilevato efficacia in tutte le situazioni in cui dirigere l’attenzione,  quindi i nostri pensieri, sul qui e ora favorisce l’eliminazione di disturbi emotivi che rendono difficile l’esecuzione di compiti e, nelle condizioni di pressione evitare veri e propri blackout e/o tracolli nervosi.
La respirazione è alla base di quasi tutte le tecniche di gestione dell’ansia e dello stress, imparare a respirare passa dalla consapevolezza che il proprio modo di farlo è una modalità disfunzionale.
Nella Mindfulness la respirazione è completata da esercizi specifici e costanti che coinvolgono corpo e mente, con una visione olistica dell’uomo, con finalità il raggiungimento di uno stato di benessere e sempre più utilizzata per affrontare la pressione che accompagna lo sportivo durante la sua preparazione e nelle competizioni.

MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
Psicologia dello Sport
BIBLIOGRAFIA
  • Kerr James, Niente teste di cazzo, Mondadori, Milano 2019;
  • Suzuki S., Mente Zen mente di Principiante, Astrolabio Ubaldini, Roma 1978;
  • Kabat-Zinn J., Full Catastrophe Living, Random House; New York 1990