Donne e ARTI
Si parla poco della donna, delle capacità del suo cervello e della sua evoluzione nel tempo. Solo con la conoscenza si possono eliminare i pregiudizi e gli stereotipi di cui le donne sono state vittime nel corso dei secoli.
La condizione femminile è stata caratterizzata da assenza, esclusione e da uno stato di inferiorità sia sul piano sociale che politico e giuridico, giustificando il tutto ad una presunta inferiorità fisica.
- Nel corso dei secoli, la donna è stata oggetto di diverse analisi e interpretazioni. In Occidente la donna è stata vista per lungo tempo come soggetto dedito alla riproduzione, nella letteratura e nelle arti ha sempre svolto un ruolo importante.
Una connotazione positiva assume nel Medioevo, periodo dominato da una concezione rigida dell’etica. Pensiamo alla donna stilnovista, alla donna angelicata rappresentata dalla Beatrice di Dante. Il Romanticismo esalta la figura femminile, mentre nel Novecento i poeti assistono alla battaglia per i pari diritti femminili fino ad arrivare all’emancipazione.
La donna è la profonda ispiratrice e musa di quasi tutte le arti. Volti, sguardi, espressioni descrivono l’universo femminile attraverso la magia pittorica nel corso dei secoli, a partire dalle civiltà più antiche; sono poi gli autori greci a fornirci i canoni estetici e filosofici della donna “moderna”.
In seguito, il Cristianesimo e il Medioevo esprimono la bellezza nelle immagini sacre. La donna per eccellenza, Maria, è la protagonista in tutti i campi dell’arte fino ai tempi odierni: la figura femminile concepita nella sua dimensione sacra, artefice della storia, con pari e talvolta superiore dignità rispetto all’uomo.
La bellezza femminile risplende soprattutto dal Rinascimento al cubismo con le opere di artisti come Leonardo da Vinci, Raffaello, Tiziano, Manet, Renoir, Gauguin, Dalì, Modigliani, Picasso. Sono opere intense e di raffinata suggestione, che esaltano i canoni estetici, i sogni, le aspirazioni, la dimensione psicologica della donna e ne documentano l’evoluzione.
- Si avverte una chiara evoluzione del personaggio femminile anche nel cinema: all’inizio, mogli, madri, amanti (soprattutto l’immagine della donna seducente e compiacente). All’inizio del ‘900, la donna è rappresentata attraverso storie di maternità e femminilità negate, spesso contrapposte al mondo maschilista che le “costringe” a comportarsi come gli uomini. Affiora anche una figura di donna crudele, sbagliata, cattiva, perversa ed inadeguata a fare il genitore.
In contrasto, si costruisce la figura di donna assunta come agnello sacrificale di una società in cui la regola è la sopraffazione sulla gentilezza: la donna oggetto di abusi e di prepotenza fino anche alla sua morte. In questo scenario appare anche una dimensione positiva: una nota di speranza per il futuro, perché nasce una donna che sa guardare più lontano degli uomini. Un motore nell’evoluzione della specie, la raffigurazione di figure di donna e di madre “eroica”. È il riscatto da una condizione di frustrazione e sottomissione millenaria.
- Non è molto lontano il tempo in cui si riteneva che la differenza tra uomini e donne consisteva in una fondamentale superiorità degli uomini. All’inizio del ‘900, l’autore Gustave Le Bon dichiarò che la cosiddetta inferiorità femminile è “talmente ovvia che nessuno perderebbe tempo a contestarla”. Oggi, possiamo contestarla con dati scientifici, sicuri, obbiettivi. Ricerche dimostrano che vi sono campi in cui eccellono le donne e campi in cui eccellono gli uomini. L’intelligenza non è prevalente in uno o nell’altro, ma le inclinazioni sono diverse.Arte, donna
Festa della donna
- https://www.riflessioni.it/
- La donna nel tempo. Una storia alternativa, di Francesco Agnoli e Maria Cristina Del Poggetto - Editore La Vela
- Una mimosa per dire... donna. Breve saggio sulla donna nel tempo, di Tamara Morelli - Editore Ibiskos Ulivieri