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Pittrici e muse: la pittura è stata inventata da una donna

| Marta Cesaritti | 2021

Non sono tante e sono sicuramente meno conosciute dei loro “colleghi” uomini, ma la pittura è donna: a raccontarcelo sono i miti e la storia, quella scritta e quella ormai dimenticata.

Furono tante donne che, nel corso dell’antichità, si dedicarono con passione e successo all'arte. Le leggende vogliono che sia stata proprio una donna ad “inventare” la pittura, mentre la storia e la letteratura ci ricordano alcune fra le più famose artiste dell’età antica: in occasione dell’8 marzo, ecco alcune storie.

A raccontare la nascita della pittura è Plinio il Vecchio: infatti lo storiografo latino, riprendendo un antico mito tramandato da Erodoto, è stato l’unico a lasciare una traccia documentaria della “maternità” dell’arte pittorica da parte di una donna. Si racconta nella Naturalis Historia (nel XXXV capitolo), la triste vicenda di Corinzia, giovane figlia di un artigiano di Sicione. Si dice che fu proprio lei, addolorata per la partenza del suo amato per la guerra, a tracciare la prima rappresentazione pittorica della storia.

Nei testi antichi sono citate molte donne che hanno avuto un ruolo rilevante all’interno del contesto culturale dell’epoca, soprattutto in Grecia, dove molte di loro vissero e produssero capolavori ormai perduti. Queste figure storiche, nei secoli sono diventate parte dell’immaginario mitologico legato all'antichità.

  • La più famosa fu senza dubbio Eiréne, dotata di un “ingegno divino”. Secondo le poche ricostruzioni - la maggior parte appartengono a Plinio, la sua opera fu tanto famosa e apprezzata dai contemporanei da essere “esposta”, nel tempio di Eleusi, dedicato a Demetra e Persefone: il culto legato a questa dea è legato al famoso ratto di Persefone, rapita da Ade; la madre (Demetra) la cercò per tutta la Grecia e durante il suo peregrinare si fermò ad Eleusi… Secondo la storia che si confonde con la leggenda, Eiréne  fu la mano che dipinse il sacro ritratto della Fanciulla (Persefone), simbolo sacro della dèa.
  • Un’altra figura che nei secoli è sopravvissuta all'oblio è quella di Timarete: esistono alcune raffigurazioni che la ritraggono intenta a dipingere un’effige della Vergine Maria, realizzate intorno al XIV secolo. Citata anche con il nome di Tamiri, questa donna visse e dipinse ad Atene nel V° secolo avanti Cristo e fu figlia di un noto artista dell’epoca, Micone, figlio di Fanomaco.
  • Di Kalypso si possiedono testimonianze di dipinti a soggetto maschile. Le vennero attribuiti numerosi ritratti, tra cui quello del prestigiatore Theodoros e del ballerino Alkisthenes, forse ricordato a Delfi in una iscrizione del 200 circa a. C. L’esistenza di Kalypso è per altro messa in dubbio in quanto non si può escludere un errore nella traduzione/ trascrizione del testo di Plinio, per cui Kalypso potrebbe non essere una pittrice ma il soggetto di un dipinto di Eiréne.
  • Helene, figlia di Timone, vissuta a cavallo fra l’età di Alessandro Magno e quella dei Diadochi è ricordata da Tolomeo di Efestione (citazione in Fozio) e Plinio. La sua opera più celebre era una “Battaglia di Isso” considerata fra i possibili modelli per un noto mosaico pompeiano; va segnalato l’impegno come pittrice di storia.
  • Aristarete venne ricordata solo da Plinio, se ne ignorano l’origine e l’età in cui sia vissuta. È ricordata come autrice di un Asklepios che sembrerebbe indicare una datazione non anteriore al IV secolo, probabilmente in età ellenistica.
MACRO AREA TEMATICA
Arte, pittura, mitologia
FOCUS
Festa della donna
BIBLIOGRAFIA