Le basi neurofisiologiche della mindfulness
Il nervo vago, il decimo nervo cranico, deve il suo nome alla sua lunghezza e alla sua ramificazione in molte parti dell’organismo, la parola latina vagus significa vagabondo e descrive perfettamente il percorso di questo nervo fra i vari organi.
Dalla scatola cranica scende nel midollo, attraversa collo e si divide in 2 rami che giungono nell’addome innervando diversi organi. Interviene in moltissime funzioni del nostro organismo come la regolarizzazione del battito cardiaco, il controllo dei movimenti muscolari, il ritmo della respirazione, la regolazione della digestione, il rilassamento e lo stato di allerta, l’invio di informazioni sensoriali al cervello sullo stato degli organi.
Il Sistema Nervoso è costituito da due sottosistemi che inviano informazioni al cervello: Simpatico (SNS) e Parasimpatico (SNP). Il SNS ci prepara all’azione attivando ormoni come l’adrenalina e il cortisolo mentre Il SNP interviene nel riposo e nel rilassamento utilizzando neurotrasmettitori come l’acetilcolina che diminuisce la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.
In condizione di stress si attiva il SNS, se non si disattiva la risposta fisiologica che si innesca, si presenteranno situazioni problematiche. La risposta all’ansia e allo stress è una maggiore produzione di ormoni (CRF) che dall’ipotalamo giungono alla ghiandola pituitaria inducendo il rilascio di ACTH, che, attraverso il flusso sanguigno, giunge alle ghiandole surrenali stimolando la produzione di adrenalina e cortisolo. Quest’ultimi agiscono come soppressori del sistema immunitario e precursori dell’infiammazione, motivo per cui quando siamo stressati e ansiosi ci ammaliamo più facilmente.
Se lo stress è limitato il Vago si attiva e contribuisce al rilassamento e alla calma, ma se lo stress è elevato e/o prolungato non è capace di un’adeguata risposta e, conseguentemente, il SNS si mantiene attivo, determinando risposte impulsive e ansiose.
Esistono diverse tecniche che aumentano il tono vagale e attivano il Parasimpatico permettendo un rilassamento più rapido e più intenso. Molto efficaci sono la Respirazione diaframmatica e la Meditazione.
La maggior parte delle persone inala aria tra le 10 e le 14 volte al minuto, con una respirazione superficiale mentre l’ideale sarebbe inalare aria 6 volte per minuto respirando profondamente. La Respirazione diaframmatica attiva il nervo vago e il cervello interpreta che è necessario calmarsi, anche se non c’è stato un ordine specifico. Si tratta dello stesso meccanismo per il quale, se si chiudono gli occhi e si danno dei colpetti con le dita sulle palpebre, si percepiscono dei brevi lampi di luce. La Respirazione diaframmatica è più profonda, riempie tutti i lobi polmonari, promuovendo uno stato di rilassamento.
La Meditazione aumenta il tono vagale, i ricercatori della Università dell’Oregon hanno constatato che solo cinque giorni di meditazione Mindfulness promuovono sensazioni positive verso sé stessi e provocano l’attivazione del Vago e, contemporaneamente, modulano l’attività del Parasimpatico con risultati migliori rispetto alle tecniche convenzionali di rilassamento.Persona
Psicologia dello sport
- Parkesson R., Come Stimolare il Nervo Vago per Migliorare la Salute, Norpub 2020;
- Fornai F. e Lenzi P., Il sistema nervoso vegetativo: anatomia funzionale, Pisa University Press, 2020