Skip to main content

La Primavera vista da Botticelli

| Marta Cesaritti | 2021

Marzo significa tante cose, una su tutte l’arrivo della primavera.

Nei secoli tanti artisti hanno dedicato a questa stagione delle opere d’arte, alcune più famose altre di meno, ma che rappresentano lo spaccato dell’arte mondiale.

Come non pensare all’opera minimal “Ramo di mandorlo fiorito” di Van Gogh; oppure alla “Primavera” di Giovanni Boldini, un pittore dallo stile tipico della Belle Époque. L’impressionista Claude Monet, ci regala “Printemps”, che ha un che di magico che ci cattura; passando per la curiosa “Primavera” di Arcimboldo; la scandalosa “Le déjeuner sur l’herbe” di Édouard Manet, racconta un pomeriggio di primavera all’aria aperta. “Field of flowers” di Egon Schiele dai colori vivaci e gioiosi, mostra un concetto più emozionale che simbolico della primavera. “Le printemps” di René Magritte, sofisticata e surreale, è colma di simboli e illusioni.

Ma non potevo invece parlare della primavera, senza pensare a lui: Sandro Botticelli. La maggior parte di noi, quando pensa alla primavera nell’arte, pensa alla sua opera del 1482, “La Primavera”, attualmente conservata alla Galleria degli Uffizi, a Firenze.

Simbolo del Rinascimento italiano, il famoso quadro affronta il tema della primavera dal punto di vista mitologico. Fu Vasari che diede il titolo La Primavera, colui che fu autore delle prime biografie degli artisti italiani del Rinascimento.

La scena si svolge in un bosco, dove il terreno è disseminato di fiori di ogni tipo (tra cui iris, margherite e gelsomini). La protagonista dell’opera, leggermente spostata dal centro, è Flora, la personificazione della primavera.

Come fosse un moderno “storyboard”, la storia di Botticelli va letta partendo da destra, dove troviamo Zefiro il vento di primavera, nell’atto di rapire la ninfa Clori, di cui è innamorato.

Dal loro amore nascerà Flora, rappresentata immediatamente dopo; nel suo setoso abito floreale, la personificazione della primavera sparge a terra i fiori che tiene nel suo grembo e sotto i suoi piedi, si crea un manto di fiori e piante.

Al centro della scena troviamo la dea dell’amore e della bellezza Venere, tra aranci pieni di frutti e petali di fiori coloratissimi cosparsi sul prato, sopra la cui testa svolazza Cupido. A completare la scena ci sono le tre Grazie che danzano e, il dio Mercurio con i suoi calzari alati, che scaccia via possibili nubi, così da preservare la primavera.

L’opera, commissionata da Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, cugino del Magnifico, è nota anche per l’intelligenza nell’utilizzo del colore e per la nitidezza dei tratti: infatti i volti dei personaggi sono dipinti con precisione e spiccano grazie a uno sfondo scuro che li mette in risalto.

Il quadro celebra l’amore, la pace, la prosperità.

Curiosità: Sono state riconosciute 138 specie di piante diverse, descritte da Botticelli servendosi forse di erbari.
MACRO AREA TEMATICA
Arte, pittura, artista, stagioni, mitologia
FOCUS
Arte, Primavera
BIBLIOGRAFIA