Le tradizioni delle uova
Qual è la storia legata alle uova di Pasqua? Da tradizione pagana a quella religiosa, lo scopriamo insieme!
L‘uovo è sempre stata una figura con significati simbolici, è il simbolo della vita, della sacralità, fin da prima della venuta di Cristo.
La tradizione delle uova iniziò con i Persiani, che usavano scambiarsi uova di gallina per dare il benvenuto alla primavera, con riti per la fecondità; seguiti nel tempo da altri popoli antichi, come i Greci e i Cinesi. Invece per gli antichi Egizi, l’uovo era il fulcro dei quattro elementi dell’universo (acqua, aria, terra e fuoco).
Nell’antichità gallica, i druidi tingevano le uova in rosso in onore del sole. Per gli ebrei, l’uovo è il simbolo della vita ma anche della morte: la liberazione del popolo ebraico è costata la vita a molti e la felicità; durante la festività di Pesach, gli ebrei immergono un uovo in acqua salata in memoria di tutte le lacrime versate dalla perdita della loro indipendenza.
In occasione della ricorrenza dei morti, celebrata il venerdì successivo al giorno di Pasqua, gli ortodossi usano ancora colorare le uova di rosso e metterle sopra le tombe, quale augurio per la vita ultraterrena. Questa tradizione è legata ad una leggenda su Maria: si narra che la Madonna facesse giocare Gesù con delle uova colorate e che il giorno di Pasqua, tornata sul sepolcro del figlio, trovasse delle uova rosse sul ciglio. Tra le varie storie, si racconta che Maria Maddalena si presentasse all'imperatore Tiberio per regalargli un uovo dal guscio rosso, a simboleggiare il sangue di Cristo e quindi la redenzione dell'umanità, e che Maria, portasse in omaggio a Ponzio Pilato un cesto dorato pieno di uova per implorare la liberazione del Figlio.
Il Cristianesimo riprese le tradizioni che vedevano nell'uovo un simbolo della vita, dandogli il significato del Cristo risorto. L'uovo infatti somiglia a un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù.
Gli antichi Romani dicevano: “Omne vivum ex ovo” (ogni essere vivente proviene da un uovo), seppellendo un uovo dipinto di rosso nei loro campi, come rito per il buon esito del raccolto.
L’usanza dello scambio di uova decorate si sviluppò nel Medioevo, come regalo alla servitù. L’uovo decorato, sorse probabilmente in Germania quando, fra i tradizionali doni di Pasqua, comparve il regalo di semplici uova.
Sempre nel Medioevo prese piede anche una nuova tradizione: la creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi quali argento, platino ed oro, destinata ai nobili. Edoardo I, re d'Inghilterra dal 1272 al 1307, commissionò la creazione di circa 450 uova rivestite d'oro da donare in occasione della Pasqua.
Ma la ricca tradizione dell’uovo decorato è dovuta all’orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar dell’epoca il compito di preparare un dono “capriccioso” per la zarina Maria sua sposa. L’orafo creò il primo uovo-gioiello, di platino, contenente un ulteriore uovo, in oro, che conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale e un pulcino d’oro, a effetto matrioska. La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono all’interno dell’uovo.
L’uovo di Pasqua oggi è il classico uovo di cioccolato, la cui nascita è ancora incerta: il primo a far realizzare le uova di cioccolato sembra essere stato Luigi XIV, il re Sole, secondo altri l’idea proviene dalle Americhe, da dove la pianta di xocoatl, il cacao, è originaria.
Fu l’olandese Coenraad van Houte, nel 1825 a inventare la versione dell’uovo di Pasqua che oggi conosciamo, quella svuotata all’interno.
Infine, l’uovo di cioccolato “moderno” si diffuse grazie al pasticciere inglese John Cadbury, a partire dal 1875; con il miglioramento delle tecniche di produzione, si cominciarono a creare diversi tipi di uova: cioccolato bianco, fondente, al latte ma anche con esterno liscio, ruvido, con nocciole ecc.
Pasqua, arte
Uova di Pasqua, tradizioni
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