Media education per una consapevolezza indispensabile
| Paola Matricardi | 2021
Con il termine alfabetizzazione mediatica o media education si intende un'attività di tipo didattico ed educativo, rivolta ad adulti ma soprattutto a bambini e ragazzi, che consenta loro di sviluppare un approccio corretto ai diversi media, in particolare internet e i social. E' ormai assodato che accanto al proliferare di nuovi media ed al loro uso incessante, non si sia sviluppata parallelamente la necessaria consapevolezza circa i rischi ed i limiti ad essi connessi. Molto spesso, soprattutto tra i ragazzi e i giovani, si riscontra l'incapacità di sapere interpretare correttamente messaggi e notizie, distinguere siti e profili pericolosi che si propongono in modo amichevole ed innocuo. Del resto, siamo nell'era del digitale in cui l'iperconnessione ci rende faticoso e talvolta impossibile riconoscere quando stiamo passando dalla dimensione virtuale a quella reale e viceversa; gli smartphone, inoltre, giocano un ruolo decisivo poiché ci permettono questo inconsapevole transito sempre e comunque. Essere nativi digitali non significa necessariamente avere gli strumenti giusti per filtrare ciò che il web ci propone ogni giorno, anzi, ogni minuto. I rischi maggiori derivano dalla diffusione sempre più preoccupante di fenomeni come cyberbullismo, sexting, hate speech, fake news etc. che dilagano e si annidano nelle camerette di bambini e adolescenti spesso lasciati soli. A fronte di questa preoccupazione planetaria le istituzioni nazionali ed internazionali hanno dato vita a progetti nelle scuole, tra le organizzazioni no profit e in altri ambiti educativi dove sia possibile raggiungere e sensibilizzare non solo minori ma docenti, educatori, famiglie e tutti coloro che, a vario titolo, hanno delle responsabilità sulla crescita di bambini e giovani. I contenuti oggetto della media education sono i più svariati ma ve ne sono alcuni che vengono trattati più frequentemente di altri perché ritenuti di estrema urgenza. Vediamone alcuni. Quando si parla di pericoli della rete, si tende a pensare subito alla pedopornografia, al sexting (invio di immagini e video a sfondo sessuale) o al cyberbullismo senza considerare che anche la stessa condivisione sui social di contenuti e dati personali nonché di immagini e video possono costituire una violazione della privacy altrui ledendo quella che viene definita la net reputation. Soprattutto i giovani ignorano che immettendo dati personali sugli store online o attivando la geolocalizzazione si possa essere rintracciati con estrema facilità o essere vittime di phishing, una truffa informatica per estorcere informazioni importanti come password e numeri di carte di credito. Estremamente pericoloso è poi l'hate speech sempre più dilagante sui social e che incita all'intolleranza e all'odio razziale, etnico, religioso, politico, di orientamento sessuale e di genere ai danni di persone in particolare o di gruppi. Il web, pur essendo una grande risorsa, offre tuttavia la possibilità di diffondere le cosiddette fake news, cioè informazioni e contenuti falsi che attraggono soprattutto navigatori inesperti e implumi che non riescono a filtrarle a dovere rimanendone in qualche modo vittime. In ultimo, ma non in ordine di importanza, c'è sicuramente il rischio di game disorder che può derivare anche dalla disponibilità eccessiva di videogiochi online, che usati senza alcun controllo da parte di adulti, possono essere estremamente dannosi soprattutto per i più piccoli. Dunque, acquisire competenza digitale per un nativo è un aspetto fondamentale della propria crescita e la scuola risulta ancora una volta il luogo principale che possa assolvere a questo meraviglioso compito.
MACRO AREA TEMATICA
Scuola - Formazione
Scuola - Formazione
FOCUS
Scuola – alfabetizzazione mediatica
Scuola – alfabetizzazione mediatica
BIBLIOGRAFIA
- Jean M. Twenge, Iperconnessi, 2018 Einaudi Editore - Torino
- Luigi Piceci, Manuale di abilità informatiche e tecnologie per l'educazione e il supporto alla disabilità, 2020, Edicusano Roma