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La tradizione delle Frecce Tricolore

| Marta Cesaritti | 2021

Conoscete il glorioso passato delle Frecce Tricolori? Nei primi anni '20 presso l'aeroporto di Campoformido (Udine), un gruppo di piloti iniziò a eseguire figure acrobatiche con lo scopo di impiegarle durante i combattimenti, per sfruttare tutte le potenzialità della macchina e ottenere la superiorità aerea. Dagli anni '30 si iniziò a praticare il volo acrobatico per rappresentare l'Aeronautica nelle manifestazioni aeree internazionali e tenere in alto l'onore ed il prestigio dell'Italia in campo aeronautico. 

L'Aeronautica Militare nei primi anni del dopoguerra si limita a partecipare alle manifestazioni aeree nazionali con piccole formazioni. Non è possibile costituire una vera e propria pattuglia acrobatica, perché ci sono poche macchine con precarie condizioni di efficienza – si pensi anche al clima di austerità di quegli anni. Bisogna aspettare gli anni '50 quando lo Stato Maggiore Aeronautica valuta la possibilità di creare una pattuglia acrobatica.

Nel 1960 lo Stato Maggiore Aeronautica decide di interrompere la pratica dell'assegnazione dell'incarico di formare la pattuglia acrobatica; la Forza Armata dispone la costituzione di un reparto dedicato all'addestramento acrobatico ed in grado di perfezionare la preparazione dei piloti evitando così di disperderne le preziose esperienze.

Dimostrare la bravura e il livello di addestramento dei propri piloti divenne un motivo di orgoglio per l'Aeronautica che, il 1° marzo del 1961, decise di costituire a Rivolto (Udine) il 313° Gruppo Addestramento Acrobatico "Frecce Tricolori"; il 3 marzo arrivarono a Rivolto i primi sei piloti a bordo dei CL.13 Sabre Mk. 4, gli F-86E costruiti su licenza in Canada; sulle code degli aeroplani il "Cavallino Rampante" del 4° Stormo Caccia. Il primo maggio di quell'anno venne organizzata la prima esibizione aerea sull' aeroporto di Trento, che venne denominata 313° Gruppo addestramento Acrobatico "Frecce Tricolori", composto poi da due squadriglie: la 540° e la 541° Squadriglia. L'incarico della formazione fu assegnato al Magg. Mario Squarcina.

La scelta del nome "Frecce Tricolori" non è casuale: la freccia è il simbolo per eccellenza della caccia, mentre il Tricolore rappresenta la nostra bandiera.

Il volo acrobatico nasce dalla passione per la spettacolarità delle evoluzioni aeree messe in atto durante i combattimenti, ed esalta sicurezza, padronanza, sensibilità e coordinazione. L’acrobazia aerea ha affascinato ed entusiasmato il pubblico di tutto il mondo e per le caratteristiche di professionalità, dedizione e preparazione tecnica degli uomini che la rendono possibile.

Il volo acrobatico collettivo è condotto attualmente facendo affidamento alle capacità di valutazione dei piloti, che volano a vista, rispettando precise regole di manovra in relazione agli ordini del leader, dai capi sezione, e alla posizione dei velivoli di riferimento e dei riferimenti a terra.

Nel volo acrobatico nello specifico delle FT il tipo di gestione predominante è quello centralizzato affidato a uno o più velivoli. Il ruolo di gestore è affidato al leader che decide il via dell’esecuzione della manovra, seguito dal 1° Fanalino (PONY6) e dal 2° Fanalino (PONY9); i gregari seguiranno a seconda della manovra, il leader o i capi sezione, rispettando gli algoritmi di manovra.

Per combattimento aereo si intende una manovra o una serie di manovre eseguite contro uno o più avversari al fine di migliorare la propria posizione tattica relativa, o per acquisire i parametri di lancio del proprio armamento o evitare che essi possano essere acquisiti dal nemico. 
MACRO AREA TEMATICA
Tradizioni, Italia
FOCUS
2 Giugno, Tradizioni
BIBLIOGRAFIA