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La terapia razionale-emotiva e l’incontro tra ragione e immaginazione

| Rossella Mattea Quinto | 2021

I migliori anni della tua vita sono quelli in cui decidi che i tuoi problemi riguardano te. Non incolpi tua madre, la società o il presidente. Ti rendi conto che tu stesso controlli il tuo destino.”

Questo diceva Albert Ellis, ideatore di una nuova ricostruzione della sofferenza, alla luce della promozione della bellezza della vita.

Il percorso terapeutico formulato da Ellis prese il nome di Rational-Emotive Behavior Therapy (REBT) e partì dal principio, condiviso dalla moderna prospettiva cognitivo-comportamentale, che le cause dei disturbi emotivi e comportamentali non sono dovute tanto agli stimoli esterni, quanto all’interpretazione che il soggetto ne fa.

All’interno del paradigma teorizzato da Ellis, la psicoterapia era concepita come “un processo di apprendimento attraverso cui una persona acquista l’abilità di parlare a se stessa in modo costruttivo, così da riuscire a controllare la propria condotta”. Questo nuovo modo di parlare a se stessi è ciò che viene chiamato ristrutturazione cognitiva. L’essenza della REBT è possibile rintracciarla all’interno di una serie di principi specifici, che assegnano ai processi di pensiero un ruolo fondamentale nella genesi e nel mantenimento dei disturbi psicologici. È anzitutto fondamentale, all’interno dell’apparato teorico proposto da Ellis, far riferimento al concetto di pensieri o credenze irrazionali definiti come “convinzioni che portano ad avere reazioni emotive esageratamente negative in rapporto a una data situazione” (Ellis, 2000). L'idea principale dietro la REBT è che le cause più importanti dei comportamenti autolesionistici e inappropriati non sono gli eventi ma le convinzioni sugli eventi. È inclusa la tesi secondo cui le emozioni sono causate dai nostri pensieri e la disfunzione emotiva è causata da pensieri e credenze irrazionali. Secondo Ellis, infatti, quando il soggetto prova eccessiva sofferenza emotiva e si comporta negativamente, cioè in modo da boicottare i suoi stessi interessi, è perché prevalgono in lui pensieri e credenze disfunzionali (Bridges e Harnish, 2010). A fronte di tali premesse teoriche, lo stesso Ellis propose una serie di raccomandazioni terapeutiche, volte a identificare e codificare le credenze irrazionali e ridurre di conseguenza la sofferenza esibita dal soggetto, incoraggiato a modificare costantemente, con la buona pratica comportamentale, le proprie abitudini e il proprio stile di vita.  Ellis sostiene che gli esseri umani hanno la peculiarità di creare i propri problemi per mezzo del pensiero, attraverso l’immaginazione e tramite il proprio modo di comportarsi. La ragione, quindi, da sola, non basta! Con le tecniche d’intervento della REBT si cercherà di agire su tutti e tre questi aspetti del funzionamento umano: pensiero, immaginazione e comportamento: “quello della REBT è un sistema di psicoterapia progettato per aiutare le persone a vivere più a lungo, minimizzando i disagi emotivi e i comportamenti auto-distruttivi, e realizzando pensieri che contribuiscono a concettualizzare e raggiungere una vita appagante e felice [...] I pensieri, le emozioni e i comportamenti funzionali devono essere finalizzati al raggiungimento di questi obiettivi” (Ellis e Bernard, 1985).
MACRO AREA TEMATICA
PERSONA: Nuove prospettive per la salute
BIBLIOGRAFIA
  • Ellis, A. (2000). Rational-emotive therapy. In Corsini, RJ, & Wedding, D. (a cura di) Current Psychotherapies. Peacock: Itasca, pp. 168-204.
  • Ellis, A., & Bernard, M. E. (1985). Clinical Applications of Rational-Emotive Therapy. New York, NY: Plenum Publishing Corporation.
  • Bridges, K. R., & Harnish, R. J. (2010). Role of irrational beliefs in depression and anxiety: a review. Health, 8, 862-877.