La nuova infanzia
| Paola Matricardi | 2021
La nuova sociologia dell’infanzia offre una lettura innovativa del bambino, in contrasto con la visione tradizionale che ha dominato fino a non molti anni fa. A partire dagli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, il bambino non viene più visto come oggetto ma come soggetto socialmente competente, come protagonista, con una sua visione e rappresentazione del mondo, diversa da quella dell’adulto ma non per questo deficitaria, in grado di partecipare alle interazioni sociali e al cambiamento. In una parola, egli è dotato di agency (agentività), capacità di agire in modo creativo e di apportare cambiamenti nella società, di incidere sulle relazioni, sulle decisioni e sugli assetti sociali tradizionalmente attribuita solo agli adulti, in quanto soggetti ritenuti socializzati. In questa visione si sviluppa una nuova distinzione: l’infanzia viene ad essere considerata una struttura permanente (che però muta nel tempo) di qualsiasi società, mentre i bambini sono coloro che la abitano come cittadini attivi e veri protagonisti. Del resto anche il processo di socializzazione viene oggi visto in maniera diversa: da un modello deterministico che prevedeva un ruolo essenzialmente passivo del bambino e in cui avevano grande importanza le pratiche pedagogiche e i modelli educativi, si è gradualmente passati ad uno costruttivista in cui il bambino sviluppa le proprie risorse cognitive, la propria identità ed interagisce con l’ambiente assumendo un ruolo attivo. Tuttavia anche in questa impostazione il bambino viene considerato piuttosto per quello che diventerà anziché per ciò che è già. Oggi si fa ancora un passo in avanti ponendo in evidenza quanto il bambino riesca ad incidere sulla cultura e a produrre cambiamenti. William Corsaro, sociologo americano, parla di riproduzione interpretativa come nuovo concetto di socializzazione; l’attenzione si sposta dunque sulle pratiche, sulle attività creative con le quali i bambini si appropriano, riproducono, re-inventano e modificano la cultura. Non si tratta di mera riproduzione della cultura adulta ma di una nuova interpretazione di cui sono già capaci e che è in grado persino di determinare cambiamenti valoriali. Anche le culture dei pari non sono più concepite come avulse dal resto della cultura ma ne sono parte integrante, sono aspetti fondamentali così come rilevante è lo sviluppo relazionale e processuale all’interno della dialettica tra generazioni. Adulti e bambini dunque non sono solo gruppi sociali da comparare ma sono in relazione tra loro e definibili l’uno in relazione all’altro. Adultità e infanzia sono costruite nella quotidianità delle relazioni e cambiano continuamente.
MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza
Infanzia e adolescenza
FOCUS
Attuale interpretazione del concetto di infanzia e visione del bambino come soggetto attivo
Attuale interpretazione del concetto di infanzia e visione del bambino come soggetto attivo
BIBLIOGRAFIA
- C. Satta, 2012, Bambini e adulti: la nuova sociologia dell’infanzia, Carocci, Roma
- L. Sciolla, 2012, Sociologia dei processi culturali, Il Mulino, Bologna