Mucha e la ninfa Autunno
Finalmente l’autunno è arrivato: questa stagione è legata ad una serie di piccole abitudini ma soprattutto si porta dietro dei colori fenomenali. Le sfumature delle foglie degli alberi sono incredibili, ma non è soltanto questo: l’aria diventa più limpida, il sole regala delle luci super romantiche e anche le ombre sono più brillanti.
Ci sono tanti artisti che hanno preso spunto da questi colori ed emozioni, per parlare di questa stagione, che per molti è malinconica, visto che ci siamo appena lasciati alle spalle la freschezza e i colori brillanti dell’estate. Molti lo hanno interpretato come metafora della vita che si spegne, ma anche come simbolo del continuo mutare dell'animo umano, sempre capace di creare nuovi colori.
Guardando tra le belle opere d’arte sul tema, ho trovato molto interessante un quadro di un artista poco conosciuto, che io personalmente ho avuto modo di apprezzare durante la visita ad una mostra: sto parlando di Alphonse Mucha (1860-1939).
Le sue pitture sono raffinate, grazie all'eleganza estetica e alla delicatezza dei soggetti femminili; linee nitide e sicure delimitano le figure, spesso vestite con abiti di stampo neoclassico e circondate da fitti motivi floreali che, formano le cornici dei suoi lavori. Mucha ha creato uno stile innovativo, e per questo rappresenta la cosiddetta arte "nuova", che rompe con il passato e vorrebbe anticipare le sperimentazioni del design. L’artista ceco è considerato uno dei più brillanti esponenti dell'Art Nouveau: una lunga esperienza da pittore decorativo per le scenografie teatrali e d'interni, gli permette di valorizzare sul piano estetico e artistico anche l'uso di oggetti appartenenti all'uso giornaliero. Famosi sono i poster che realizza a Parigi per pubblicizzare le opere teatrali. Nonostante l'innovazione, dopo la sua morte Mucha è considerato un artista superato: solo negli anni Sessanta del ’900 tornerà di moda fra gli illustratori e nel design, rivisitando le sue figure.
Quello di Mucha è un “Autunno” declinato al femminile, dipinto nel 1896, nella prima serie dei suoi pannelli decorativi dedicata alle stagioni (presso il Mucha Museum di Praga).
L’artista personifica l’Autunno come una ninfa della mitologia greca e riversa nella figura quelli che poi diverranno le caratteristiche della sua produzione artistica: il corpo elegante e flessuoso è quello delle modelle che l’artista fotografava prima di dipingerle. I capelli rossi incoronati da una ghirlanda di crisantemi evocano le donne dei pittori preraffaelliti (parliamo dell’epoca vittoriana, 1848 circa). I contorni marcati e stilizzati accompagnati al disegno realista ricordano quelli delle stampe giapponesi, già scoperte dagli impressionisti. Negli arabeschi si riflette l’influenza dei manoscritti gaelici e nei gioielli quella dei mosaici bizantini. Insomma, prende spunto da varie culture per creare opere originali.
Quest’opera è elegante, calda e sensuale, con le tinte calde del giallo e del rosso, intervallate dal verde dei pampini dell’uva.Arte, stagioni
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- ALPHONSE MUCHA. I CAPOLAVORI, di ORMISTON ROSALIND – Edito da Logos