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La dipendenza da internet

| Antonio Finocchiaro | 2021

La dipendenza da Internet si riferisce a diversi comportamenti psicopatologici che hanno in comune la difficoltà nel gestire gli stati emotivi e gli impulsi. L’esistenza di un disturbo psicopatologico legato all’abuso di navigazione in rete è stata ipotizzata per prima dalla psicologa statunitense Kimberly Young che nel 1995 fondò il primo centro di studi e terapie per le dipendenze tecnologiche, il Center for Internet Addiction. Nel 1998 la ricercatrice riadattò il questionario psicodiagnostico utilizzato in ambito clinico per la diagnosi della dipendenza da gioco d'azzardo patologico (GAP) per  indagare tipologie e livelli di gravità dell'abuso di internet. Le variabili prese in considerazione dal gruppo di ricerca della Young furono: l’anzianità di utenza di internet, il numero di ore di connessione settimanali, le applicazioni più utilizzate, la misura e l’ambito nel quale l'abuso ha avuto un'influenza negativa. La ricerca della Young fece emergere 5 tipologie di dipendenza:

  • Dipendenza ciber-sessuale di cui soffrono soggetti dediti allo scaricamento, all'utilizzo e al commercio di materiale pornografico.
  • Dipendenza ciber-relazionale relativa agli individui eccessivamente coinvolti in relazioni online.
  • Uso compulsivo di internet: vasta categoria di comportamenti compulsivi in cui il soggetto acquista ripetutamente oggetti on line o cercano vincite in denaro facili e veloci.
  • Sovraccarico cognitivo e comportamento ossessivo-compulsivo relativo a individui che trascorrono una quantità eccessiva di tempo nella navigazione.
  • Dipendenza da videogiochi: questi giochi possono indurre a perdere interesse alla vita reale e tendono a identificarsi unicamente con il loro alter-ego nel gioco ("Avatar").
È stato lo psichiatra Tonino Cantelmi il primo a diagnosticare, in Italia, l’Internet Addiction Disorder (IAD) il disturbo conseguente alla dipendenza da internet, definendolo un'esperienza simile alla dissociazione dell'identità, i soggetti, connessi per oltre quattro ore al giorno, manifestano sintomi di astinenza: irritabilità e irrequietezza quando non sono online. L'uso degli smartphone merita una particolare attenzione in quanto, essendo portatili, facilitano un utilizzo compulsivo. Bruno Patino, un giornalista francese, nel 2019 ha pubblicato “La civilisation du poisson rouge” in cui sostiene che la struttura stessa dell'utilizzo degli smartphone provoca la consultazione compulsiva, ha calcolato che lui stesso in un solo anno ha consultato il suo smartphone 198.000 volte, cioè 542 volte al giorno, 30 volte all'ora. Il risultato di un’inchiesta francese farebbe rivedere le nostre convinzioni sull’importanza dell’attività sessuale nella vita delle persone, infatti, secondo questa inchiesta, il 41% dei Francesi rinuncerebbe al sesso serale pur di non privarsi dello smartphone. L’uso di internet e degli smartphone è talmente diffuso ed ormai divenuto indispensabile in tutte le attività umane, se ancora non ci fossimo resi conto, la pandemia ne ha fatto emergere tutta l’importanza. Sta a noi ricercatori a Medici, Psicologi, Sociologi e Antropologi, favorirne un uso consapevole.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
Dipendenze
BIBLIOGRAFIA