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L’autoefficacia e la motivazione incarnata

| Rossella Mattea Quinto | 2021

Non è un’abilità percepita. Non è un tratto di personalità. Non è un’attribuzione causale. Non è autostima. Non riguarda le aspettative di risultato. L’autoefficacia è piuttosto la percezione di come siamo in grado di utilizzare le nostre abilità e contribuisce in modo significativo alla performance e alla motivazione”. L’autoefficacia si riferisce ad un insieme di processi attraverso i quali le persone controllano i loro pensieri, emozioni e comportamenti. Sono due i fattori che influenzano l’autoefficacia:

  • Capacità di pensiero simbolico, ossia le abilità di comprendere le relazioni causa-effetto, di auto-osservazione, di auto-riflessione
  • Responsività all’ambiente nei confronti dei tentativi di manipolazione e controllo da parte degli eventi.

L’autoefficacia è indispensabile alla percezione del benessere e può influenzare la salute in un duplice modo: (1) attraverso l’adozione di strategie salutari, cessazione di comportamenti malsani e mantenimento di strategie ottimali in vista di sfide e cambiamenti; (2) attraverso la modifica della risposta allo stress da parte del sistema immunitario.

L’approccio socio-cognitivo ha indagato le relazioni tra processi di auto-efficacia e quelli di auto-regolazione. Tale approccio parte del presupposto che l’auto-regolazione consiste in un insieme di abilità che possono essere apprese e migliorate con l’allenamento, pur riconoscendo che gli individui differiscono nella capacità di padroneggiare queste abilità a causa delle differenze personologiche e biologico-temperamentali (Bandura, 2001, 2006; Molden & Dweck, 2006). La teoria socio-cognitiva si fonda su quattro basi teoriche:

  1. Tutti gli individui hanno potenti capacità cognitive che permettono la creazione di modelli interni dell’esperienza esterna;
  2. I fattori ambientali, gli eventi psicologici interni e i comportamenti agiti nel mondo si influenzano vicendevolmente e in modo interattivo;
  3. Il sé e la personalità sono socialmente incorporate. Sono percezioni di modelli propri e altrui di cognizione sociale, emozione e azione, e di come tutto questo si verifica nelle varie situazioni;
  4. Siamo tutti capaci di auto-regolarci. Il cuore dell’auto-regolazione è senz’altro la capacità di anticipare gli eventi e sviluppare aspettative.

All’interno di questo inquadramento teorico è possibile riconoscere tre modi attraverso i quali l’autoefficacia può influenzare l’auto-regolazione:

  • l’autoefficacia influenza gli obiettivi che gli individui scelgono e le attività che decidono di affrontare;
  • le credenze di autoefficacia influenzano le scelte delle persone in attività dirette, l’allocazione delle risorse, lo sforzo, la persistenza, a fronte di sfide e ostacoli, e le reazioni alla percezione delle discrepanze tra gli obiettivi finali e le attuali prestazioni;
  • le credenze di autoefficacia influenzano la risoluzione dei problemi e tutti i processi decisionali.
Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Citando una delle esortazioni più famose e affascinanti del mondo, è possibile concludere che è proprio abbracciando sempre di più l’idea di essere noi al centro del nostro destino, che cominciamo a conoscerci, controllarci, limitarci, fomentarci, sentirci più forti ed efficaci. Dobbiamo parlare a noi stessi con il linguaggio dell’autoefficacia, auspicando il pieno possesso della realizzazione dei nostri desideri.
MACRO AREA TEMATICA
Persona
FOCUS
Nuove prospettive per la salute
BIBLIOGRAFIA
  • Bandura. A. (2001). Social cognitive theory: An agentic perspective. Annual Review of Psychology, 52, 1–26.
  • Bandura, A. (2006). Toward a psychology of human agency. Perspectives on Psychological Science, 1, 164–180.
  • Molden, D. C. & Dweck, C. S. (2006). Finding “meaning” in psychology: Alay theories approach to self‐regulation, social perception, and social development. American Psychologist, 61, 192–203.