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Le Madonnelle

| Marta Cesaritti | 2021

Quando ci troviamo a passeggiare per il centro di Roma è possibile imbattersi in una ricca serie di edicole sacre chiamate per lo più “Madonnelle”, ovvero immagini sacre, a carattere religioso; si possono ammirare agli angoli degli antichi palazzi, delle strade, dei vicoli.

Tra il Quattrocento e il Novecento, vennero realizzate con tecniche, forme e strutture diverse: ad affresco, olio su tela, mosaico, in marmo, in cotto, in terracotta, con altorilievo in stucco, con rilievo sul marmo, con cornice in stucco, in legno o in lamiera, con tabernacolo, con baldacchino, e spesso sono accompagnate da piccoli lampioncini. Sono interessanti quelle inquadrate in scenografie barocche, con angeli, raggi, cherubini ed ex voto.

Le madonnelle furono realizzate come segno di devozione cristiana, sono spesso immagini della Madonna, da sola, o con il Bambino Gesù o tra i Santi, più raramente, immagini del Cristo; alcune di queste immagini sono legate ad eventi miracolosi, o a grazie ricevute. Nei secoli sono diventate un documento artistico prezioso, non solo per la loro rilevanza religiosa, ma come documento storico. Grazie anche alle loro iscrizioni datate, forniscono notizie sulla vita cittadina dei secoli passati, in particolare sugli eventi religiosi del 1796, quando si racconta, che contemporaneamente molte immagini abbiano mosso gli occhi.

Il periodo di maggior fioritura di questa arte urbana, si ha nel Cinquecento con Papa Sisto V che nel 1475, in occasione del primo Giubileo, stabilì anche dove queste edicole mariane dovessero essere affisse. Ad oggi, ci sono oltre 500 edicole sacre, verso la quale la devozione dei romani è grande e radicata. Si dice che anche il peccatore più recidivo, davanti a una di queste immagini, reciti un’Ave Maria o le rivolga comunque un pensiero, per lo più di gratitudine.

Questo tipo di devozione accade anche in altre città della Penisola, ma la devozione a Maria è quasi un tutt’uno con la romanità verace. Basta pensare alla meravigliosa icona bizantina denominata “Salus Populi Romani”, che la tradizione attribuisce a San Luca, custodita nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore. Oppure alla Madonna del Divino Amore, che ogni sabato notte, da Pasqua a fine ottobre, il suo Santuario diventa meta di pellegrinaggio. Non scordiamo le processioni dell’antica “Festa de Noantri” a Trastevere, cioè la festa in onore della Beata Vergine del Carmelo, le cui origini vengono fatte risalire al 1535.

Le origini di queste madonnelle sono pagane, infatti questa religione utilizzava piccoli tempietti, chiamati “aediculae”, che venivano eretti agli incroci delle vie (in città o in campagna) in onore delle divinità che proteggevano i viandanti. Le edicole diventarono piccoli santuari a cielo aperto, con sedili per il riposo di chi portava le offerte. Il culto dei Lari, sembra risalire a Servio Tullio, uno dei sette Re di Roma.

Il cristianesimo nei secoli, ha assorbito alcuni aspetti di altri culti, rinnovandoli con un significato personale. Nella seconda metà del IV secolo d.C. erano presenti a Roma, più di 400 edicole dedicate ai Lari, molte delle quali furono trasformate e/o scambiate nelle suggestive edicole sacre che troviamo in città.

L’8 dicembre è la festa dell’Immacolata Concezione, con la commemorazione di Piazza Mignanelli: era stato il Papa Sisto IV ad introdurre la festa; dopo vari dibattiti, Papa Alessandro VII nel 1661, emana una bolla a favore della tesi dell’Immacolata Concezione (priva della macchia del peccato originale), ed è allora che si colloca l’Immacolata tra le madonnelle di Roma.
MACRO AREA TEMATICA
Tradizioni, arte, religiosità, Roma
FOCUS
Edicole sacre, religiosità
BIBLIOGRAFIA