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La vera natura del bambino

| Paola Matricardi | 2022

Maria Montessori può essere considerata una delle figure più interessanti della pedagogia italiana del  XX secolo. In contrapposizione con l'idealismo del suo tempo che identificava la pedagogia con la filosofia e negava il valore dell'indagine e del metodo sperimentale (Di Marco, 1970), fondò la Pedagogia scientifica in Italia elaborando un metodo scientifico che considerasse l’individuo ed in particolare il bambino, come unità psicofisica in relazione con l’ambiente attraverso i sensi; a lei si deve una nuova impostazione e nuove chiavi di lettura circa lo studio del bambino e l’aver messo in risalto come l’ambiente abbia un ruolo importantissimo per lo sviluppo emotivo e cognitivo della sua mente assorbente. L’interazione sociale è il luogo in cui si forma la personalità dell’individuo ed è il punto da cui parte la Montessori così come testimoniano i risultati dei suoi studi e così come delineato ne Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini (1909). E’ dunque proprio nell’interazione che troviamo una precisa responsabilità sociale, l’idea di se stesso che l’individuo va a formarsi e l’idea di bambino che la società stereotipizza.

A Maria Montessori va il merito di aver fatto sentire la sua voce, non solo rispetto ai diritti dei bambini con minori possibilità (svantaggiati sia cognitivamente che socialmente), ma soprattutto riguardo alla vera questione sociale del nostro tempo – come la definisce la pedagogista - ai diritti dell’infanzia, in un mondo di adulti che per secoli hanno ignorato la vera natura del bambino, attuando stili educativi e relazionali che presupponessero, senza alcun dubbio, la capacità di atteggiamenti e predisposizioni assolutamente fuori età.  Basti pensare a come si sia evoluto nei secoli il concetto di gioco in relazione all’evoluzione del concetto di bambino: ritenuto in età ellenistica come qualcosa concesso ai piccoli fino all’età di 6-7 anni per arrivare ad essere considerato con una propria valenza pedagogica non prima del 1700.

Nel suo pensiero la Montessori concepisce la struttura mentale del bambino del tutto diversa da quella dell’adulto, con strutture psichiche in formazione e una capacità globale di assorbimento in modo inconsapevole, con una conseguente trasformazione da inconscio a conscio, nel rapporto attivo con l’ambiente. Come lei stessa dice <<Il bambino è dotato di altri poteri, e non è piccola cosa la creazione che egli realizza: è la creazione del tutto>> (Montessori, 1953). La nascita della Casa dei Bambini nel 1907, la stessa organizzazione dell’ambiente educativo come luogo “su misura” in cui il bambino può trovare stimoli, libertà di scelta, di movimento e di azione, provocarono al tempo e ancora oggi, riflessioni e dibattiti sul rapporto tra infanzia e mondo adulto.

E’ proprio su questi aspetti che la Montessori ha dedicato molte delle sue riflessioni; con i suoi studi, le sue opere e i suoi viaggi “divulgativi” ha dato vita ad una vera e propria riscoperta del bambino (Bosna, 2015), conferendo ad esso finalmente un giusto “posto” e opportuna dignità all’interno della società, appunto, come classe sociale (M. Montessori, 1916) impegnata in una crescita individuale (fisica e spirituale) e sociale, completamente immersa nel lavoro più difficile e complesso che un essere umano è chiamato a svolgere: diventare uomo o donna, diventare adulti in una società strutturata, di difficile approccio e complicata, con logiche sedimentate da secoli ed oggetti che mutano al variare degli eventi e che schiacciano l’individuo che non sa innestarsi e relazionarsi con essi. Dalla psicoanalisi freudiana la Montessori coglie e ripropone nel suo pensiero la presenza nel bambino di caratteri dell’uomo adulto relativamente al tema delle relazioni affettive. Il pensiero montessoriano presuppone una formazione completa della persona come principale diritto che un bambino possa rivendicare, nella quale si tenga conto della personalità, delle preferenze e dell’ambiente. La percezione, i sensi, elementi naturali importanti per la costruzione del pensiero simbolico, accompagnano costantemente l’atto conoscitivo e portano il bambino a maturare l’esperienza dell’autoeducazione. Ampio spazio viene dato anche alla mano quale elemento che ha reso possibile all’intelligenza umana di manifestarsi, di esprimersi e di entrare in un rapporto particolare con quell’ambiente che gli consentirà lo sviluppo biologico e la preparazione all’interazione sociale (Montessori, 1953).  In questo si ritrova un atteggiamento positivistico, che spinge a riconoscere al bambino <<energie creative e disposizioni morali che un adulto comprime dentro di sé, rendendole inoperose>> (Cammarota, 1974). Nel processo di costruzione del futuro uomo, dunque, la Montessori ritiene che si debba dare ampio spazio alla figura dell’educatore, che, adeguatamente formato e attento ai bisogni, alle motivazioni ed agli interessi concreti dei bambini, non si pone sul piedistallo, ma si integra nell’ambiente, come facilitatore del naturale e completo sviluppo individuale con l’obiettivo di <<creare generazioni di uomini indipendenti e liberi>> (Montessori, 1909). Questa libertà è data anche dalla capacità di riconoscere cosa è giusto e cosa è sbagliato, di comprendere il concetto di bene e di male che, con l’aiuto dell’adulto, può essere sperimentato e appreso. Del resto sono proprio le regole, il rispetto di se stessi e degli altri, la disciplina che insegnano al bambino a saper scegliere in libertà (Cambi, 2010). Così come i conflitti e gli ostacoli, a differenza di Freud, sono da considerarsi patologici e devono essere mediati per consentire uno sviluppo armonico dell’individuo. L’educatore, inoltre, deve favorire e incoraggiare nel bambino comportamenti di apprendimento attivi servendosi di materiali che possano stimolare l’interesse e la creatività.
MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza
FOCUS
Contributo pedagogico di Maria Montessori alla Pedagogia Scientifica in Italia e ad una nuova visione del bambino e dei suoi diritti
BIBLIOGRAFIA
  • AA.VV. (2006), Roma 1907 La prima casa dei bambini di Maria Montessori, Opera Nazionale Montessori
  • Bosna V. (2015), Maria Montessori, Uno sguardo diverso sull’infanzia.
  • Camarrota, P. (1974), Prospettive storiche sulla scuola materna, Roma, Bulzoni
  • Cambi F., 2010 Cultura e Pedagogia nell’Italia liberale (1861-1920). Dal positivismo al nazionalismo. Unicopli, Milano
  • Di Marco M. (a cura di) (1970), Maria Montessori (pp. 495-570). Educatori dell’Infanzia. Firenze, La Nuova Italia
  • Montessori M. (1951), Il bambino in famiglia, Milano, Garzanti
  • Montessori, M. (1953), La mente del bambino, Milano, Garzanti
  • Montessori M. (1916), Uno sguardo alla vita del bambino
  • M. Montessori, Il metodo della pedagogia scientifica applicato all’educazione infantile nelle case dei bambini (1909).