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La festa della Candelora

| Marta Cesaritti | 2022

E' il 2 febbraio. Festa pagana prima e cristiana poi. Quella che noi chiamiamo Candelora è chiamata anche Festa presentazione di Gesù al Tempio, nell’adempimento della Legge Giudaica riguardante i primogeniti maschi.

Nell'antica Roma era dedicata a Cerere, dea delle messi, con le donne che portavano in giro fiaccole accese in onore della dea. Secondo altri, dovrebbe far riferimento ai Lupercalia, che si celebravano in onore di Fauno Luperco, durante le quali i sacerdoti svolgevano riti propiziatori per la fecondità femminile.

Dal VII secolo si definì quella cristiana, ricorrendo quaranta giorni dopo il Natale e in ricordo della purificazione di Maria: secondo l’usanza ebraica, dopo quaranta giorni dalla nascita di un maschio la madre, considerata impura, doveva recarsi al Tempio di Gerusalemme per purificarsi (dopo 66 giorni nel caso di una femmina).

La liturgia prescriveva la presenza di tante candele benedette, simbolo e metafora del Signore inteso come “luce del mondo” che illumina l’oscurità e “purifica” l’umanità dal peccato.

La festa era caratterizzata da una processione al lume di candela: a Roma, nel Medioevo, si compiva una lunga processione che partiva da Sant’Adriano al Foro e attraversava i fori di Nerva e di Traiano, attraverso il colle Esquilino, per raggiungere la basilica di Santa Maria Maggiore, alla quale partecipava anche il Papa.

In tempi più recenti, la processione si accorciò, svolgendosi intorno alla Basilica di San Pietro.

In quell’occasione, nella Basilica venivano poste delle candele, con un fiocco di seta rosso e argento, e con lo stemma papale. Una volta benedetti i ceri, il Papa consegnava la sua candela al cameriere segreto, insieme con il paramano di seta bianca, che gli era servito per proteggersi le mani dalla cera calda, e passava alla benedizione dei ceri.

Nella tradizione popolare è sempre vivo il messaggio meteorologico che promette buono o cattivo tempo, in quanto indica l’inizio di quel breve periodo dell’anno che precede la primavera, con temperature miti e sempre più scarse precipitazioni. Ci sono però più versioni, ovviamente opposte:

  • “La Madonna Candelora dell’inverno semo fora, ma se piove o tira vento nell’inverno semo drento”
“Per la Santa Candelora, se nevica o se plora dell’inverno siamo fora, ma se l’è sole o solicello siamo sempre a mezzo inverno”, pare sia da ascrivere a Papa Gelasio I (492-496).
MACRO AREA TEMATICA
Tradizioni, calendario, storia
FOCUS
Calendario, religione, Papa
BIBLIOGRAFIA