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La fornace Veschi: ieri, oggi, domani. Educare al patrimonio, educare alla cittadinanza

| Paola Matricardi | 2022

Sabato 2 aprile 2022 a Roma, presso il Centro Commerciale AURA – piazza Fornace Veschi – nel quartiere Aurelio, si è tenuta la cerimonia inaugurale della mostra conclusiva del progetto “La Fornace Veschi: ieri, oggi, domani. Educare al patrimonio, educare alla cittadinanza”, percorso educativo laboratoriale che l’associazione BluMedia ha ideato e realizzato in via sperimentale nei mesi di febbraio e marzo 2022 presso l’istituto scolastico Don Baldo di Via Ermini - Roma. Il progetto è stato elaborato in collaborazione con l’Università degli Studi di Roma Niccolò Cusano, Cattedra di Sociologia dell’Educazione del Corso di Laurea di Scienze dell’Educazione e della formazione.

L’attività educativa, che ha visto la partecipazione di circa 110 bambini tra scuola dell’infanzia e primaria e che ha avuto come obiettivi far loro conoscere il proprio quartiere e la fornace Veschi, far comprendere la loro storia per condividerla con gli altri, è stata articolata in due momenti:

  • - - uno laboratoriale in classe in cui i bambini hanno avuto l’opportunità di apprendere nozioni circa l’antico mestiere di fornaciaio e riguardo alla storia ed al funzionamento delle fornaci (in particolare della Veschi), nonché di creare mattoncini con della pasta modellabile per realizzare dei plastici destinati ad esposizione
  • - - un’uscita didattica presso la fornace Veschi e l’incontro con un testimone che ne ha arricchito la storia con aneddoti e racconti inediti.

Alla mostra è stato esposto quanto prodotto dai bambini in termini di plastici, disegni ed elaborati nonché reperti legati al lavoro nelle fornaci e fotografie dell’epoca.

All’evento erano presenti i bambini della scuola Don Baldo che hanno aderito al progetto, rappresentanti istituzionali e degli enti coinvolti, nonché dell’Unicusano di Roma che ha anche patrocinato l’iniziativa.

Il progetto nasce dall’esigenza concreta ed urgente di creare, per le nuove generazioni, occasioni di educazione e formazione per la riscoperta e tutela del nostro patrimonio storico e culturale, in modo da rafforzare e tenere sempre vivi un’identità e un senso di appartenenza che rischierebbero di andare perduti e favorendo al contempo, proprio a partire dai più piccoli e dalle loro famiglie, un impegno e un coinvolgimento come cittadini attivi sul e per il proprio territorio.

Il quadro in cui si inserisce questa urgenza è quello che Bauman descrive molto bene quando parla di liquidità (Bauman, 2000), con tutto ciò che ne consegue e quando si fa riferimento a nuove forme di educazione emergenti che non possono essere ignorate a favore di monolitiche strategie educative ormai non più al passo con i tempi. La crescita esponenziale della cultura dell’immagine, dell’emozione e della sensazione da vivere mordi e fuggi, sono strettamente connessi alla liquidità valoriale di cui parla Bauman ed alla trasformazione culturale indotta dall’accelerazione tecnologica, dalla interconnessione globale, dalla nuova funzione dei media e dei consumi. In questo contesto prendono infatti vita sempre con maggiore frequenza attività di edutainment, un fenomeno dilagante che esprime una modalità in cui educazione e intrattenimento si fondono per dare vita ad un nuovo modo di fruire la cultura e di apprendere.

Il progetto tende inoltre a mettere in luce l’importanza che i monumenti e, come nel caso specifico le aree di archeologia industriale, assumono all’interno dei processi formativi come spazi identitari che narrano il passato e definiscono le identità; questi possono essere “fruiti” con percorsi innovativi, originali, spesso lontani dalle iniziative che l’istruzione scolastica tradizionale propone e maggiormente rispondenti alle nuove forme ed esigenze dettate dalle società postmoderne. 

Il progetto dunque ha rappresentato per i bambini che vi hanno aderito una diversa opportunità nel loro percorso di crescita per conoscere il proprio territorio e maturare la consapevolezza di essere cittadini di una comunità.

La metodologia utilizzata dal carattere fortemente esperienziale, dinamico e interattivo, l’uso di un modello di fornace, le uscite didattiche presso l’area archeologica, l’incontro con un testimone e l’ascolto dei suoi racconti hanno reso il laboratorio un’esperienza da vivere non solo con la mente ma anche con il corpo, al chiuso e all’aperto, così come le neuroscienze oggi ci insegnano. Con il gioco e la simulazione i bambini si sono potuti avvicinare a temi di spessore dai quali potranno trarre contenuti permanenti.

Per favorire l’interesse dei bambini e far sì che esso possa perdurare nel tempo, è stato necessario preparare e sensibilizzare il loro ambiente di vita coinvolgendo le famiglie e le insegnanti, primi educatori che possono fare la differenza nella crescita di un individuo.

Il logo del progetto, creato appositamente per l’evento conclusivo, ritrae quello che ci si augura possa realizzarsi:

  • bambini gioiosi che dal tetto della fornace Veschi
  • guardano il loro quartiere e anche oltre
MACRO AREA TEMATICA
Infanzia e adolescenza
FOCUS
Percorso educativo laboratoriale per la riscoperta e tutela del nostro patrimonio storico e culturale
BIBLIOGRAFIA
  • Bauman Z., Liquid Modernity, Polity, Cambridge 2000; tr. it. Modernità liquida, Laterza, Roma – Bari, 2002
  • Castells M., L’era dell’informazione. Economia, società e cultura. Università Bocconi Editore, Milano, 1997