L’interazione individuo-ambiente nel processo di sviluppo sociale
La psicologia dello sviluppo contemporanea evidenzia come il processo evolutivo individuale avvenga in un esteso arco temporale e sia costituito da numerosi aspetti; in particolare, si potrebbe dire che esso rappresenti il risultato dell’interconnessione, costante e continua, tra cognizione, emozione ed affettività che prendono corpo e assumono significato in relazione al contesto in cui l’individuo si trova a vivere. La dimensione sociale, se vista in questa ottica, rappresenta dunque una chiave interpretativa dello sviluppo, un punto interessante dal quale osservare l’affiorare nell’individuo in crescita delle competenze cognitive, emotive ed affettive nella loro dimensione relazionale, in un percorso che si estende per tutto l’arco di vita e ogni qualvolta l’individuo entri in differenti contesti culturali che renderanno significativa la sua esperienza.
E’ proprio in questi contesti che il bambino, il giovane, l’adulto colgono l’opportunità per esercitarsi nell’instaurare relazioni competenti con l’altro. Del resto, pensando alla vita infantile, qualsiasi aspetto cognitivo o emotivo, può essere interpretato in una prospettiva sociale: il bambino fin dai primi momenti vive immerso nelle relazioni sociali grazie alle quali svilupperà il concetto di sé, degli altri e quindi del mondo che lo circonda. La persona dunque si trova in un rapporto di influenza e di interazione costante con l’ambiente in cui è inserita. Come afferma Fonzi (2001) non risulta possibile considerare l’individuo e l’ambiente come due entità separate l’una dall’altra: vi è un’interazione dinamica tra i due dove il primo agisce sul secondo allo stesso modo di come il secondo opera sul primo.
Secondo la definizione data da Schaffer (1996), per sviluppo sociale si intende “il modo in cui i bambini interagiscono con gli altri e quindi gli schemi di comportamento, i sentimenti, gli atteggiamenti e i concetti manifestati dai bambini stessi in relazione alle altre persone e al modo in cui questi diversi aspetti variano durante la crescita”. Questa definizione presuppone che il neonato sia considerato già un essere sociale che diventa sempre più consapevole e competente grazie a processi bidirezionali di interazione. Come le ricerche in questo campo ormai hanno ampiamente dimostrato, il bambino è infatti un essere attivo, con propri pensieri, emozioni, motivazioni e obiettivi all’interno del sistema persona-ambiente ed è predisposto in modo naturale alla costruzione di rapporti affettivi con gli altri.
Lo sviluppo sociale dunque è un processo che non ha fine e che implica da una parte la determinazione ed il mantenimento della propria identità e singolarità, dall’altra l’apertura verso gli individui e i gruppi sociali nei confronti dei quali si prova interesse e attaccamento. Si tratta, in sintesi, di un processo continuo in cui l’individuo apprende tutto ciò che lo guiderà nei suoi comportamenti, le informazioni, conoscenze, regole, strategie ed abilità, influenzato dall’interazione con quello che viene definito ambiente prossimale (casa, scuola, quartiere) e dai contesti distali, più ampi e che influenzano i prossimali.
Tra i contesti più significativi vi è la famiglia, in cui il bambino cresce a livello fisico e sociale. La famiglia rappresenta l’ambiente ideale per l’educazione dei bambini, l’unità di base per l’addestramento alla vita sociale, in quanto si tratta di un piccolo gruppo che facilita l’apprendimento di regole comportamentali interne ma anche esterne poiché essa stessa è legata ad altri contesti nei quali i bambini vengono gradualmente introdotti. Le pratiche educative ed in particolare quelle familiari, portano il bambino ad interiorizzare gradualmente valori e norme che lo porteranno a diventare un adulto adeguatamente integrato all’interno della società di riferimento. Dai genitori i figli ricevono un sostegno strumentale ed emotivo se entrambi sono coinvolti nei processi educativi, se adottano un adeguato livello di comunicazione e sono in grado di offrire costantemente disponibilità e supporto, consapevoli della necessità di adattare gli stili educativi sia alla personalità dei figli che alle esperienze vissute. Le ricerche dimostrano che le famiglie in cui i figli percepiscono sostegno e affetto, acquisiscono norme di comportamento e comunicative e sono abituati al ragionamento induttivo come tecnica educativa, hanno maggiori possibilità di raggiungere una buona competenza sociale, una notevole capacità collaborativa e un buon livello di autonomia.Infanzia e adolescenza
L’interazione individuo–ambiente rappresenta il luogo concreto in cui lo sviluppo sociale prende vita.
- Fonzi A., 2001, Manuale di psicologia dello sviluppo, Giunti Editore, Firenze
- Schaffer H. R., 1996, Social Development, John Wiley and Sons Ltd, UK