Arte, paura, Halloween
Il gusto per il macabro, l’horror, il mondo occulto si lega a culti pagani antichi che spostarono l’attenzione su una giornata particolare, nella quale si segna il passaggio alla “morte” vista come accadimento naturale, fondendo il culto e il rispetto per i morti e l’esorcizzazione delle paure legate a forze soprannaturali che si fusero poi con la Festa di Ognissanti.
Una sovrapposizione di sacro e profano, di mondo pagano e cristiano; come tutte le credenze religiose, il bene e male sfocia in feste che tendono a scongiurare e allontanare le forze negative e la paura.
Da sempre, le forze della natura, insieme alla religione, si caricano di significati che si traducono in riti propiziatori che sfociano in uno dei linguaggi visivi più immediati: l’arte.
Le pitture rupestri ricordano e fissano riti dedicati a favorire la caccia e, a rendere grazie alle forze benevoli allontanando la sfortuna e il male.
Nel corso dei secoli l’arte è piena di riferimenti alle forze occulte, pronte a scacciare le stesse paure come nel caso dei gargouille nell’architettura gotica, che rappresentano demoni e mostri grotteschi in forma di doccioni per lo scarico dell’acqua. Il proliferare di mostri in forma di drago attraversa tutto il medioevo con la figura di San Giorgio che uccide il mostro, simbolo di morte e distruzione per il mondo occidentale.
Il male nell’arte trova spazio nei numerosi “Giudizi Universali” dove il fascino viene dato dalla raffigurazione delle torture e della dannazione delle anime risorte al cospetto del Creatore.
Leggende, credenze popolari, si riversano nelle rappresentazioni di fate, elfi, esseri fantastici che occupano il buio delle notti e popolano i racconti di scrittori e pittori.
Si ripresenta nel Rinascimento il richiamo della morte, con le nature morte che rappresentano teschi e oggetti legati all’effimera condizione dell’esistenza umana.
In piena caccia alle streghe, dal 1400 e intensificatasi con l'Inquisizione, la paura del mondo occulto prosegue con la diffusione di termini quali esorcismi, il Diavolo e soprattutto la paura, vera maestra e amica dell’ignoranza.
Il dualismo tra bene e male prosegue anche nel Novecento con materializzazioni di odi, guerre, paure del diverso, si invoca la guerra per portare la pace e il cambiamento con il Futurismo.
Ma perché oggi parliamo della festa di Halloween? La parola "Halloween" rappresenta una variante scozzese, dal nome completo "All Hallow's Eve" che tradotto significa "Notte degli spiriti sacri".
I celti, che abitavano una vasta porzione dell'Europa intorno al IV-III secolo a.C., facevano cominciare il nuovo anno il primo novembre. Il cosiddetto "Samhain", il Capodanno celtico, deriva da una parola in irlandese antico 'samuin' che significa "fine dell'estate". E secondo la tradizione celtica, nelle notti invernali, i morti si risvegliavano sulla terra. Per ringraziare gli spiriti dei raccolti dell'estate, si usava lasciare piccoli banchetti fuori dalle abitazioni. Chi non lo faceva rischiava di incorrere nelle sgarberie degli spiriti.Curiosità, Arte, Festa
Curiosità, Arte, Festa