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Obelischi in città

| Marta Cesaritti | 2022

Nell'Antico Egitto gli obelischi furono il simbolo del legame tra il mondo terrestre e l'universo celeste, erano in genere innalzati in coppia davanti ai templi di Ra, Dio del Sole.

Il termine che definisce la parola "obelisco" è greco, il sostantivo infatti si traduce come “spiedo”, evidente richiamo alla forma lunga e filiforme del monumento.

Trasportati nella Roma imperiale oppure presi a modello per la realizzazione di copie, furono posti in punti strategici della città (sulla spina dei circhi o davanti al Mausoleo di Augusto, per esempio), dove si moltiplicarono anche i templi dedicati ad Iside. Caio Cestio, sull'onda della moda egiziana, commissionò addirittura la costruzione di una piramide come suo monumento funebre, che si può vedere a Porta San Paolo.

La città vanta gli obelischi più antichi, rispetto a qualsiasi altra parte del mondo. È possibile ammirare otto obelischi egizi e cinque romani, alcuni dei quali hanno una storia di 3000 anni. I romani hanno cominciato a trasportare questi monoliti con l’imperatore Augusto (tra il 27 a.C. e il 14 d.C.); quando non era possibile farli arrivare in Europa, i romani si servivano del granito egizio per fabbricare obelischi romani, con tutti gli errori di traduzione delle incisioni in geroglifico.

Nel medioevo si attribuivano agli obelischi poteri magici e demoniaci, ma nel XIV secolo l'arrivo in Italia di importanti testi ermetici, contribuì a diffondere la convinzione che l'antico Egitto fosse la culla della sapienza. Papa Alessandro VI Borgia si fece raffigurare tra Iside e Osiride nei suoi appartamenti in Vaticano. Nel tardo XVI secolo la pubblicazione di nuovi testi che vedevano nella filosofia egizia il fondamento della spiritualità cristiana, incoraggiò Sisto Vv e altri papi sul suo esempio, ad adottare l'obelisco sormontato dalla croce di Cristo come emblema della cattolicità.

Non solo: rappresentavano "punti di arrivo" nel nuovo assetto della città, diventando una caratteristica propria di Roma: posizionati nelle mappe cittadine, davano la possibilità a pellegrini e viaggiatori di raggiungere con facilità le piazze e i luoghi più importanti.

Alla fine del secolo successivo l'Egitto mania aveva contagiato tutti i romani: non vi era principe che non avesse una sala egizia nel suo palazzo. Sottomesso da Roma nel 30 a.C., l'Egitto finì per conquistare a sua volta la città con la sua arte e civiltà.

Bisognerà però aspettare il 1822 perché si riesca a decifrare i geroglifici e perché l'Egitto esca dal mito per entrare nella storia.

Durante la nostra prossima visita guidata, parleremo e vedremo da vicino alcuni obelischi... Non lasciatevela sfuggire!

MACRO AREA TEMATICA
Arte, visite guidate, curiosità
FOCUS
Arte, storia, visite guidate, curiosità
BIBLIOGRAFIA